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12/03/2021

Si avvicina la digital tax? I colossi online dovrebbero pagare il dovuto

Il presidente Philipp Moser: “Le aziende locali in svantaggio!”

Si avvicina l’introduzione di una digital tax per i giganti globali dell’online? Gli USA si sono mostrati aperti a un accordo collettivo per la tassazione dei grandi agglomerati digitali. Il nuovo governo USA elimina pertanto il maggiore ostacolo all’introduzione di una web tax, annunciata già da anni, nell’ambito dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD). Negli scorsi anni il dialogo tra i quasi 140 Paesi circa una nuova regolamentazione fiscale aveva subito una forte battuta d’arresto da parte dell’allora presidente Donald Trump.

Non c’è dubbio: i colossi online escono dalla crisi causata dal Coronavirus da veri vincitori. Già solo i mesi di chiusura obbligatoria del commercio al dettaglio hanno causato il trasferimento di un’enorme percentuale di fatturato verso i giganti digitali, come ricorda l’Unione commercio turismo servizi Alto Adige. “A tutt’oggi, grazie a ottimizzazioni contabili e trasferimenti in paradisi fiscali, gli agglomerati digitali non pagano nemmeno un euro delle tasse sui guadagni realizzati. In questo momento le aziende locali sono svantaggiate due volte: oltre alla chiusura forzata le aziende del commercio stazionario devono subire questo enorme svantaggio fiscale nei confronti dei colossi dell’e-commerce. Tutto ciò deve cambiare con l’introduzione di una digital tax”, puntualizza il presidente dell’Unione Philipp Moser.

A questo proposito l’Unione sottolinea anche un altro aspetto: in Alto Adige la prosecuzione dell’attività ovvero l’apertura dell’industria è motivata dal fatto che, altrimenti, la produzione sarà trasferita in altri Paesi. “Ed è giusto così, altrimenti moltissimi posti di lavoro e prezioso know-how industriale sarebbe messo a rischio. Ma la stessa considerazione si può fare col commercio: se il commercio locale non potrà riprendere il lavoro e continuerà a essere costretto a tenere chiuso, innumerevoli acquisti e, quindi, un’enorme percentuale di fatturato, si trasferirà verso i giganti online”, chiarisce Moser.

L’OECD stima che le aliquote minime previste e i relativi versamenti fiscali, potrebbero da soli innalzare il gettito fiscale per una cifra tra i 60 e i 100 miliardi di dollari, pari al quattro percento delle imposte sulle imprese a livello mondiale. La Commissione UE preferisce passare attraverso l’OECD. Se necessario, proporrà però una regolamentazione autonoma per rendere più difficile il trasferimento degli utili nei paradisi fiscali.
 
 
 
 
 
 
 
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