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07/07/2020

Nuove norme per le aperture domenicali e festive nel vicino Trentino

Il presidente dell’Unione Philipp Moser: “Una decisione coraggiosa e coerente”

La Provincia Autonoma di Trento ha recentemente emanato una legge provinciale con la quale ha rinnovato la regolamentazione degli orari di apertura reintroducendo le chiusure domenicali e festive. La legge provinciale trentina prevede una chiusura generalizzata dei negozi con l’eccezione delle località ad alta vocazione turistica e di altri particolari eventi.

“In Trentino la decisione è stata presa dal Consiglio provinciale a larga maggioranza e senza voti contrari. Anche il Trentino, come l’Alto Adige, non possiede competenza primaria in questo settore. Tuttavia, come hanno dimostrato i responsabili della politica nella vicina provincia, bastano coraggio e coerenza per ribadire il fatto che, negli ultimi tempi, la sensibilità verso il riposo domenicale è diventata una priorità anche al di fuori dei nostri confini”, commenta il presidente dell’Unione Philipp Moser.

Anche l’Unione aveva proposto recentemente di limitare l’apertura dei negozi ai 24 Comuni altoatesini a elevata vocazione turistica – ovvero quelli che superano i 120 pernottamenti per abitante. Come si è dimostrato alla fine, però, questo regolamento straordinario limitato a poche località, non è giuridicamente sostenibile. Anche la legge provinciale trentina verrà probabilmente sottoposta a una forte contrarietà da parte del governo di Roma, che procederà a presentare ricorso.

Come in passato, l’Unione auspica l’introduzione di una normativa locale che regoli le aperture domenicali a tutela della varietà del commercio altoatesino. “Abbiamo bisogno di una soluzione su misura delle necessità dell’Alto Adige, che prevede anche eccezioni per le località turistiche nonché per le aziende del commercio di vicinato e della tradizione”, ribadisce il presidente dell’Unione.

La necessaria premessa per l’emanazione di una normativa provinciale autonoma è che la competenza per gli orari di apertura venga trasferita dallo Stato alla Provincia, che potrebbe così tornare a gestire la materia in maniera autonoma. La relativa norma di attuazione allo Statuto di Autonomia è già stata sottoposta a Roma. “Su questa base potrebbe quindi essere emanato un regolamento autonomo per l’Alto Adige”, conclude Moser.
 
 
 
 
 
 
 
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