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16/06/2020

Manca il denaro per gli affitti: il credito d’imposta offre una boccata d’aria

L’Unione: “7.550 aziende sono state colpite dalla chiusura obbligatoria”

Questa primavera sono state ben 7.550 le aziende altoatesine del commercio e della gastronomia costrette a tenere chiuso per 60 giorni. Molte di queste aziende sono in affitto nei propri locali commerciali. Oltre a ciò, sono rimaste chiuse anche molte aziende di servizi con contatto diretto con i clienti – come le agenzie viaggi – e molti altri prestatori di servizio, come consulenti aziendali, prestatori di servizi per eventi o pubblicitari, cui era consentito tenere aperto non hanno comunque avuto occasione di guadagno.

“È chiaro che, a causa di questa prolungata chiusura obbligatoria, sono venuti a mancare i guadagni e, di conseguenza, anche il denaro per far fronte ai costi correnti come l’affitto”, spiega l’Unione. Per molte aziende si tratta di un aspetto sempre più difficile da affrontare.

“Accogliamo quindi con soddisfazione il fatto che il ‘Decreto rilancio’ (Decreto legge n. 34/2020) preveda, per gli affittuari, la misura di sostegno del credito d’imposta per i canoni di locazioni di tutti gli immobili ad uso non abitativo e utilizzati per l’attività di impresa”, spiega il presidente dell’Unione Philipp Moser. Il credito può essere compensato tramite F24.

Il credito d’imposta è commisurato all’importo dei canoni dei mesi di marzo, aprile e maggio (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico-ricettive con attività solo stagionale) ed è pari al:

  • 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing o concessione di tutti gli immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo,
  • 30 per cento in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo.

Il credito spetta a condizione che:
  • i ricavi/compensi 2019 siano inferiori a 5 milioni di euro (non richiesto per le strutture alberghiere e agrituristiche),
  • il conduttore abbia subito un calo di almeno il 50 per cento del fatturato nel mese di riferimento (non solo per le attività sospese).
 
 
 
 
 
 
 
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