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23/04/2020

Lunedì 4 maggio ripartano tutte le aziende del commercio!

“Chi si assume la responsabilità per la perdita di aziende e di posti di lavoro?”

“Ora è arrivato senza dubbio il momento di assumersi la responsabilità: lunedì 4 maggio tutte le 3.700 aziende del commercio al dettaglio attualmente chiuse dovrebbero poter ripartire con la propria attività – naturalmente nel rispetto delle severe prescrizioni connesse alla riapertura”, chiede l’Unione. Tali aziende sono chiuse dal 12 marzo, quindi da molto più tempo rispetto alle aziende produttive, che hanno già riaperto.

“Non si discute: la salute viene sempre per prima, ha la massima priorità. Ecco perché tutte le aziende aperte, nonché i loro collaboratori e clienti, devono attenersi scrupolosamente alle misure di sicurezza e prevenzione igienica. Il rispetto di tali prescrizioni deve anche essere verificato e le sue eventuali violazioni sanzionate”, afferma il presidente dell’Unione Philipp Moser. Ora però non è il caso di mettere in competizione salute ed economia.

Chi è chiamato a decidere deve assumersi le proprie responsabilità e, finalmente, dare un chiaro segnale di ripartenza. “Serve assoluta trasparenza sul quando e su quali basi il commercio potrà ripartire. In caso contrario la situazione si farà tragica”, riassume Moser. Se la data del 4 maggio non venisse rispettata e la riapertura venisse nuovamente posticipata, servirebbe un nuovo e massiccio sostegno finanziario per evitare una moria di aziende.

Una valutazione interna dell’Unione ha dato il seguente scenario: se il 4 maggio i negozi attualmente chiusi non potessero riaprire, allora a partire dalla settimana successiva, scomparirebbero circa 60 aziende alla settimana. E ogni ulteriore settimana non farebbe che aggravare esponenzialmente la situazione. A livello provinciale si perderebbero per sempre centinaia di posti di lavoro.

“Bisogna inoltre considerare che oltre il 25 percento dei titolari delle aziende hanno 60 anni e oltre, un fatto che, nei prossimi anni, potrebbe causare un’ulteriore perdita di aziende, perché verosimilmente in molti casi non si assisterà a una successione nella gestione dell’impresa”, aggiunge il presidente dell’Unione.

“Chi si assumerà la responsabilità di tutto questo?” si chiede in conclusione l’Unione.
 
 
 
 
 
 
 
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