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24/07/2020

Lo Schüttelbrot altoatesino riceve il riconoscimento IGP

L’Unione: “Il coronamento di un lungo percorso di valorizzazione dei prodotti”

Si è recentemente concluso, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, il lungo percorso di certificazione e verifica che ha portato alla concessione del riconoscimento di provenienza geografica IGP allo Schüttelbrot dell’Alto Adige, a conferma della qualità e dell’originalità della tradizione della panificazione altoatesina. “Per la nostra categoria, ma anche per tutto il settore alimentare in Alto Adige, la concessione dell’IGP allo Schüttelbrot rappresenta un traguardo tanto prestigioso quanto meritato. Il pane e i prodotti da forno dell’Alto Adige, infatti, vantano standard elevatissimi da tutti i punti di vista, a partire dalla genuinità degli ingredienti e dalla tipicità delle ricette”, afferma con grande soddisfazione il presidente dell’associazione “Südtiroler Schüttelbrot IGP” e dei panificatori nell’Unione Johann Trenker.

L’iter per la concessione dell’IGP, avviato quasi cinque anni fa, ha previsto numerosi passaggi e verifiche, sia a livello nazionale che europeo, e permette allo Schüttelbrot di entrare in un ristretto novero di prodotti alimentari riconosciuti e tutelati. “Sebbene la denominazione IGP riguardi principalmente l’area di produzione, che deve essere territorialmente determinata, tiene conto anche della qualità del prodotto e della sua origine storica e culturale. Sono tutti aspetti che lo Schüttelbrot dell’Alto Adige soddisfa in pieno”, sottolinea Trenker.

Lo Schüttelbrot (letteralmente: pane scosso, per la tipica manovra manuale necessaria alla sua produzione) viene citato in un documento scritto già nel 1610, ma le sue origini risalgono almeno al Medioevo. Si tratta di un tipico pane di scorta, cioè destinato a essere conservato a lungo e consumato durante periodi di magra, come l’inverno, o di grande impegno, come il raccolto, che lasciava poco tempo alla preparazione di alimenti freschi. I suoi ingredienti base sono farina di segale, acqua, lievito, sale e spezie (cumino, semi di finocchio, anice e coriandolo), ma in base alla zona di produzione può assumere un gusto e un aspetto differente, rimanendo però sempre riconoscibile anche a un primo sguardo.
 
il presidente dei panificatori nell’Unione Johann Trenker
 
 
 
 
 
 
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