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18/10/2019

Legge di bilancio 2020

L’Unione sull’obbligo di accettare il pagamento con carta e l’abbassamento del limite del contante

Il presidente dell’Unione Philipp Moser.
L’obbligo di accettare pagamenti con bancomat da parte dei clienti di esercizi commerciali, prestatori di servizi e liberi professionisti esiste in Italia fin dal 2014. Ora, però, la proposta di bilancio per il 2020 prevede una nuova e doppia sanzione per i negozianti che ancora non possiedano un POS o che rifiutino di accettare i pagamenti con carta: oltre a un fisso di 30 euro, l’imprenditore deve infatti pagare una sanzione pari al quattro percento della transazione con moneta elettronica negata al cliente.

“Fondamentalmente siamo dell’opinione che, come del resto avviene in altri Stati europei, un imprenditore dovrebbe essere lasciato libero di decidere sia se accettare che un cliente paghi con carta o meno, sia di conteggiare eventualmente le commissioni al cliente, e non che debba esservi costretto per legge”, spiega il presidente dell’Unione Philipp Moser.

L’obbligo incondizionato di accettare i pagamenti tramite Bancomat comporta per tutte le microaziende spese sproporzionate – come le commissioni bancarie e il canone di noleggio del lettore POS – tanto che, per gli importi minori e per certe categorie merceologiche, si prospetta addirittura la possibilità di una transazione in perdita, spiega l’Unione. La vendita di tabacchi o di altre merci con ridotto guadagno, per esempio, non permetterebbe più di coprire i costi. “Per questi motivi auspichiamo l’introduzione di un credito d’imposta per i titolari di POS, così che possano evitare ulteriori aggravi o che, almeno, possano in qualche maniera compensarli”, sottolinea il presidente Moser. Qualsiasi altra ipotesi risulterebbe inaccettabile.

La proposta di bilancio presentata dal Governo prevede anche di abbassare gradualmente l’attuale limite massimo di 3.000 euro per i pagamenti in contanti, che dovrebbe scendere prima a 2.000 e infine a 1.000 euro. “Per una regione di confine come l’Alto Adige una simile riduzione comporterebbe un enorme svantaggio in termini di concorrenza. Sarebbe un passo che allontanerebbe l’Italia dagli altri Paesi europei – come ad esempio l’Austria – dove il limite del contante è molto superiore anche all’attuale limite italiano”, aggiunge Moser.

Dal punto di vista europeo l’Unione auspica un’armonizzazione in grado di garantire maggiore concorrenzialità delle aziende locali soprattutto nel commercio al dettaglio e nel turismo. “Senza di esse il valore aggiunto della nostra regione di confine finirebbe per dirigersi nel vicino estero. Non è una soluzione che possiamo accettare, anche perché il limite al contante è stato aumentato da 1.000 a 3.000 solo pochi anni fa”, ribadisce il presidente dell’Unione. Tale limite deve essere mantenuto.

L’Unione inoltrerà ora queste due richieste – sgravi fiscali per i titolari di POS e mantenimento dell’attuale limite al contante – presso le istituzioni di Roma tramite l’associazione di riferimento nazionale Confcommercio e i parlamentari altoatesini.
 
 
 
 
 
 
 
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