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19/03/2021

L’Unione sostiene gli sforzi per il nuovo pass vaccinale

"Premiare le persone vaccinate, testate e guarite"

L’Unione sostiene gli attuali sforzi orientati all’introduzione di un pass vaccinale a livello europeo. “Non appena si sarà vaccinato un numero sufficiente di persone, dovrebbe essere subito adottato un pass vaccinale. Le persone vogliono riavere la loro libertà di movimento e dovrebbero pertanto essere ricompensate con il pass”, spiega il presidente dell’Unione Philipp Moser. Ora, però, è il momento di andare avanti a tutto gas con le vaccinazioni!

Il pass vaccinale dovrebbe essere discusso anche in Alto Adige. Si tratta, almeno attualmente, dell’unica possibilità di ritornare relativamente in fretta – e oltre i confini provinciali – a una certa normalità nella vita e nell’economia. “Tutti godrebbero di una riapertura di commercio, gastronomia e anche del settore fitness e turismo e di una ripresa della loro attività: imprenditrici e imprenditori, tutti i collaboratori e i dipendenti e, non da ultimo, ogni singolo consumatore”, sottolinea Moser.

“Siamo un territorio di confine. Ne consegue che temi come la mobilità e la libertà di movimento sono sempre all’ordine del giorno. Con un pass vaccinale europeo potremmo tornare a muoverci liberamente e riavere indietro un grande pezzo di normalità”, aggiunge Moser.

Tuttavia, almeno finché non sarà introdotto un pass vaccinale, le persone che sono già vaccinate e possono esibire un test negativo, oppure – perché no – anche quelle guarite, dovrebbero essere subito premiate. “Per esempio i cittadini già vaccinati e le persone testate, almeno per un periodo limitato, dovrebbero poter non solo fare i propri acquisti, ma anche usufruire della gastronomia, frequentare eventi, cinema o una palestra – muovendosi liberamente in tutto l’Alto Adige”, chiarisce Moser.

“Dobbiamo semplicemente creare le possibilità che consentano alla popolazione di superare al meglio questa pandemia, permettendo all’economia di tornare al lavoro e salvare così migliaia di posti di lavoro”, auspica in conclusione il presidente dell’Unione.
 
 
 
 
 
 
 
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