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01/04/2020

L’Unione: dopo Pasqua riaprire le aziende commerciali in forma ridotta e nel rispetto di precise condizioni

“Tornare al lavoro dopo quasi un mese di chiusura forzata”

Presidente dell’Unione Philipp Moser
Il 12 marzo scorso, in Alto Adige, circa 3.700 aziende del commercio al dettaglio hanno chiuso da un giorno all’altro. “Non si discute: in questo momento tutti i provvedimenti sanitari e di prevenzione per vincere la battaglia contro il Coronavirus hanno la precedenza, e quindi molte aziende commerciali danno il loro contributo e mostrano responsabilità chiudendo i battenti – pur con tutte le difficoltà connesse alla situazione”, afferma l’Unione.

“L’ultima parola in materia è sicuramente dei virologi, ma è certo che sarebbe più che auspicabile che le aziende commerciali, dopo Pasqua, potessero riaprire. In ogni caso in forma ridotta e nel rispetto di precise condizioni”, precisa il presidente dell’Unione Philipp Moser.

Per il commercio è vitale che, dopo quasi un mese di chiusura, si possa tornare a lavorare. A causa di questa chiusura prolungata è venuto a mancare il guadagno e, quindi, anche il denaro per i costi correnti. In questo momento i magazzini sono pieni di merce che non può essere venduta, gli affitti e i crediti vanno onorati – anche se sono stati posticipati, l’onere rimane –, la liquidità si esaurisce e anche i crediti ponte generano solo nuovo indebitamento, commenta l’Unione riassumendo la difficile situazione. “Un prolungamento delle chiusure sarebbe fatale”, ribadisce Moser.

Per questo motivo l’Unione propone di riaprire i negozi dopo Pasqua con orario ridotto. “Anche solo da lunedì a venerdì – sabato e, soprattutto, la domenica naturalmente chiusi. E inoltre nel rispetto di severe norme di comportamento come la distanza – anche a più di un metro – tra le persone nei negozi e tutte le altre misure di prevenzione igienica”, conclude il presidente dell’Unione Philipp Moser.
 
 
 
 
 
 
 
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