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03/04/2020

L’Unione chiede sostegno alle aziende stazionarie da parte dell’e-commerce

“Innalzare l’Iva per gli acquisti online con consegna del 10 percento”

Presidente dell’Unione Philipp Moser
Dal 12 marzo scorso, in Alto Adige, sono ben oltre 7.000 le aziende stazionarie nel commercio e nella gastronomia ad aver chiuso al pubblico. Affinché esse abbiano anche in futuro la possibilità di mantenere città e paesi vivi, vitali e attrattivi, per tali attività connesse al territorio servono urgenti misure di sostegno finanziario da parte del commercio online, attualmente favorito dalle circostanze, auspica l’Unione.

“Concretamente chiediamo allo Stato un innalzamento dell’Iva per ogni acquisto online nel settore dei beni di consumo, che preveda la consegna a domicilio – nello specifico nella misura del dieci percento. Con le entrate aggiuntive derivate dall’imposta indiretta sarebbe possibile prendere le misure necessarie a sostenere le aziende locali, affinché esse possano anche in futuro garantire la loro fondamentale funzione di vivacizzare i centri urbani, escludendo in tal modo l’eventualità di una loro moria, come già avvenuto in molte zone dell’Italia settentrionale o dell’Austria”, sottolinea il presidente dell’Unione Philipp Moser. Sarebbe una compensazione equa per l’attuale squilibrio concorrenziale, ritiene Moser.

Il nostro commercio locale è quasi completamente in ginocchio, mentre Amazon è il grande vincitore della crisi del Coronavirus. I clienti sono praticamente costretti ad acquistare lì, sottolinea l’Unione. A proposito: Amazon ha versato in Italia nel 2018 solo tre milioni di tasse, mentre le aziende locali pagano cifre assai superiori.

Questo innalzamento dell’imposta è anche una misura per contrastare l’impatto ambientale dei trasporti nonché i problemi legati al traffico nelle città.

Il presidente ribadisce che l’innalzamento dell’imposta sui consumi dovrebbe essere prevista esclusivamente per gli acquisti online con spedizione. In questo modo tutti gli altri processi d’acquisto, come per esempio il click & collect, gli ordini virtuali e il ritiro personale in negozio, sarebbero esclusi.

Per l’Unione, in questa situazione di estrema difficoltà, l’introduzione di una web tax internazionale non è una priorità, dato che, a oggi, a livello europeo, non c’è ancora accordo sull’introduzione di una tassa digitale. La UE è attualmente in attesa che si trovi una soluzione internazionale tra gli Stati del G20 e quelli dell’OCSE, in modo che poi l’Europa possa applicarla concretamente. “Tutto il procedimento è troppo lento”, critica l’Unione.

“L’innalzamento dell’imposta sul valore aggiunto potrebbe al contrario essere deliberata autonomamente dallo Stato italiano. In questo modo potremmo prendere le distanze dall’idea di una tassa digitale, conclude il presidente dell’Unione.
 
 
 
 
 
 
 
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