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21/08/2019

Il teatro dei burattini a Roma è la morte dell’economia

Evitare l’innalzamento dell’aliquota IVA

L’Italia è sottoposta alla minaccia di un aumento dell’aliquota IVA dall’attuale 22 al 25,2 percento. Un incremento che si avvertirebbe con particolare forza in un territorio di confine come Alto Adige, afferma con preoccupazione l’Unione. “L’attuale situazione politica a Roma ha tutte le caratteristiche di un teatro dei burattini. Il rischio è la morte dell’economia. Per i politici assumersi la responsabilità del paese e della popolazione sembra un compito impossibile. L’unica reazione è sempre quella di incolpare qualcun altro”, sottolinea amaramente il presidente dell’Unione Philipp Moser.

Evitare un aumento dell’IVA è la priorità numero uno. “Con un’aliquota di oltre il 25 percento costringeremmo di fatto le persone a fare i propri acquisti oltre confine (l’Austria ha un’aliquota del 20 percento) o su internet. E inoltre si incentiverebbe l’economia sommersa e si danneggerebbe il turismo. L’attuale, debolissima crescita economica sarebbe soffocata senza speranza”, ribadisce Moser elencando le conseguenze.

Ciò che serve ora non sono nuove elezioni a ottobre, ma una Legge di bilancio equilibrata che preveda una riduzione della pressione fiscale, investimenti nelle infrastrutture e, finalmente, il riconoscimento e il relativo sostegno economico del settore dell’innovazione. “Sicurezza della pianificazione, certezza del diritto e stabilità economica sono irrinunciabili, oggi più che mai”, aggiunge Moser.

Nessuno desidera un innalzamento dell’aliquota IVA. Per questo motivo bisogna fare tutto il possibile affinché, il 1° gennaio 2020, non entri in vigore la cosiddetta clausola di salvaguardia. Essa, infatti, prevede che, nell’impossibilità di reperire fonti di finanziamento sostenibili, l’Italia debba aumentare l’IVA – e le accise sui carburanti – rispetto alla UE, con l’obiettivo di evitare un nuovo e insopportabile indebitamento pubblico.

 
 
 
 
 
 
 
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