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30/08/2019

Formazione duale per venditori: come strutturare le lezioni in futuro?

L’Unione conduce un sondaggio tra le aziende

Come le aziende commerciali dell’Alto Adige valutano l’attuale modello di formazione duale per il mestiere di venditore è quanto l’Unione ha voluto approfondire per mezzo di un sondaggio a livello provinciale. “Obiettivo di questa indagine è stato scoprire la misura in cui l’insegnamento a blocchi contribuisca all’attuale riduzione del numero di apprendisti nel commercio, e se un altro modello di distribuzione delle lezioni sarebbe in grado di cambiare questa situazione”, spiega il presidente dell’Unione Philipp Moser. Attualmente, per gli apprendisti, nel corso dell’anno scolastico sono previsti due blocchi di lezioni da cinque settimane ciascuno, durante i quali mancano dal lavoro in azienda. Soprattutto nel settore alimentare lavorano sempre meno apprendisti: dei 587 apprendisti iscritti nelle scuole professionali in ambito commerciale, il settore alimentare ne occupa solo 67.

Il sondaggio ha rilevato che una ristrutturazione della formazione scolastica nel corso dell’apprendistato nella vendita è auspicata da una grande maggioranza (73 percento) delle aziende interpellate. Di esse, il 58 percento si è espresso a favore di un’unità didattica da tenersi una volta alla settimana. Il 27 percento delle aziende, al contrario, si è detto soddisfatto dell’attuale sistema formativo.

In riferimento alle assunzioni di apprendisti, il sondaggio ha evidenziato che una modifica delle unità didattiche porterebbe a un risultato nettamente positivo: oltre il 53 percento delle aziende ha infatti ammesso che, a fronte dell’abolizione dell’insegnamento a blocchi e della reintroduzione delle lezioni settimanali, tornerebbe ad assumere un apprendista ovvero incrementerebbe il numero di apprendisti presenti in azienda. Il numero di apprendisti salirebbe in questo modo di circa l’88 percento.

“I risultati sono chiari: possiamo sicuramente dedurre che una modifica della formazione nell’ambito della vendita porterebbe, almeno sul medio termine, a un aumento del numero degli apprendisti e, di conseguenza, a una valorizzazione dell’intero percorso di apprendistato”, sottolinea Moser con convinzione.

Per l’Unione il mestiere di venditore è da sempre considerato un lavoro qualificato, che dovrebbe essere valorizzato e tenuto in considerazione di conseguenza. “I giovani con una formazione qualificata sono molto richiesti dalle aziende e dai negozi specializzati dell’Alto Adige, e hanno quindi buone chance sul mercato del lavoro, anche dal punto di vista di una retribuzione adeguata alle loro prestazioni e competenze professionali. Si tratta di un mestiere ad alto tasso di consulenza che, almeno nella maggioranza dei casi, prevede contratti di lavoro a tempo indeterminato”, conclude Moser. L’Unione fornisce informazioni su questo e altri 18 profili professionali nel settore del commercio e dei servizi per mezzo della sua nuova pagina informativa myway.bz.it.
 
 
 
 
 
 
 
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