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24/05/2019

Estensione dei contratti stagionali a tutti i Comuni altoatesini

L’atteggiamento dei sindacati genera grande preoccupazione

Il vicepresidente dell’Unione Sandro Pellegrini.
Le imprese altoatesine del commercio e dei servizi attualmente faticano a trovare personale. “La situazione è ulteriormente aggravata dall’entrata in vigore del cosiddetto ”Decreto dignità“ dell’estate scorsa che ha modificato il regolamento dei contratti a termine“, dichiara il vicepresidente dell’Unione Sandro Pellegrini.

In sostanza, la norma in questione limita fortemente l’applicazione dei contratti a termine e comporta costi più elevati per le imprese. Le aziende, che ad oggi nei mesi estivi assumevano personale a termine per gestire l’attività stagionale più intensa, non possono più farlo facilmente. “Soprattutto per i settori del commercio e dei servizi queste restrizioni sono difficili da affrontare. Alla luce della stagionalità e delle oscillazioni congiunturali le nostre imprese necessitano di strumenti flessibili“, commenta Pellegrini. “Le nostre aziende hanno bisogno di una certa flessibilità per poter rispondere alle fluttuazioni economiche che comportano le stagionalità. La peculiarità della stagionalità non deve portare con se ulteriori aggravi per le attività commerciali“, precisa Pellegrini.

Per gestire la problematica, l’Unione ha proposto ai sindacati provinciali ASGB Commercio, Filcams/CGIL-AGB, Fisascat/SGB-CISL e UILTuCS/UIL–SGK di estendere l’applicazione dei contratti stagionali previsti dal Contratto integrativo provinciale del 2016 per 25 comuni turistici all’ intero territorio altoatesino. Il modello contrattuale prevede che, accanto ai soliti contratti a termine, anche le aziende con regolare attività annuale possano stipulare contratti stagionali, per affrontare le fluttuazioni economiche. Contrariamente ai contratti a termine tradizionali, i contratti stagionali sono esonerati da limitazioni temporali e numeriche e non sono soggetti all’obbligo di causale.

“Con l’estensione a tutti i comuni si agevolerebbero le imprese consentendo loro di assumere collaboratori in modo più semplice e senza lungaggini burocratiche“, spiega il vicepresidente. “Constatiamo ora con incomprensione che dopo diverse settimane di trattative i sindacati respingono la nostra proposta e non ne tengono conto. Non può essere che per paura di possibili abusi da parte di pochi si penalizzi un intero settore“, dice Pellegrini.

L’Unione critica questo atteggiamento della rappresentanza dei lavoratori a danno delle aziende, ma anche dei collaboratori. “Abbiamo bisogno di discussioni e soluzioni concordate. Solo così possiamo consolidare le aziende e assicurare i posti di lavoro“, conclude il vicepresidente.
 
 
 
 
 
 
 
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