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09/10/2019

Commercio in zona produttiva: superfici commerciali illegittime a Bolzano Sud

L’Unione: “Più certezza del diritto per gli imprenditori”

Il presidente dell'Unione Philipp Moser
In questi giorni due sentenze del Consiglio di Stato hanno dichiarato illegittimi 6.100 metri quadrati di superficie commerciale a Bolzano Sud. In questo modo, dopo il Tribunale amministrativo di Bolzano, anche l’alto organo di giudizio di Roma ha confermato la linea del diritto. “Un’ulteriore conferma della validità delle nostre leggi in materia di commercio e urbanistica”, sottolinea con soddisfazione l’Unione.

“Con questa nuova sentenza viene ancora una volta confermata la chiarezza giuridica relativamente al regolamento del commercio al dettaglio nelle zone produttive. Riguardo alla limitazione del commercio al dettaglio in zona produttiva ai soli beni ingombranti non esiste più alcuna incertezza normativa”, precisa il presidente dell’Unione Philipp Moser. Queste sentenze sono solo la conseguenza delle norme vigenti in materia di urbanistica, che seguono il principio secondo il quale il commercio al dettaglio vada esercitato prevalentemente nei centri urbani e nelle zone residenziali, e che sia invece limitato a precise eccezioni – come appunto i beni ingombranti – all’interno delle zone produttive.

Per poter escludere a priori questo e altri casi analoghi in futuro, il nuovo Ordinamento del commercio prevede che l’esercizio del commercio al dettaglio a partire da superfici commerciali di 800 metri quadrati (in Comuni fino a 10.00 abitanti) e di 1.500 metri quadrati (in Comuni sopra i 10.000 abitanti) richieda la relativa autorizzazione commerciale. In questi casi la semplice segnalazione certificata di inizio attività (Scia), come nel caso specifico, non è più sufficiente. “Ciò comporta anche una maggiore sicurezza giuridica e di programmazione per le aziende”, aggiunge Moser. La relativa proposta di legge è stata recentemente approvata dalla Giunta provinciale e sarà ora discussa ed emanata come legge dal Consiglio provinciale.

Il presidente dell’Unione torna anche a richiamare il senso e lo scopo del divieto di commercio al dettaglio in zona produttiva: “Il commercio deve poter nascere e svilupparsi all’interno dei centri urbani, non al di fuori di essi. L’Alto Adige ha bisogno di centri urbani vivi, vitali e attrattivi, sia nelle zone cittadine che in quelle rurali. Essi, poi, vivono degli accessi delle persone, che li visitano per i motivi più disparati. E, insieme alle altre attività di qualche importanza a livello locale, come la gastronomia, l’artigianato locale e i servizi, il commercio ne è una parte fondamentale. Ecco perché dovrebbe rimanere nelle zone residenziali, così da mantenere anche sul lungo termine l’elevato valore sociale ed economico dei nostri paesi e città”.
 
 
 
 
 
 
 
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