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30/08/2018

Commercio al dettaglio nelle zone produttive: la Provincia rinuncia alla prosecuzione del ricorso

Il presidente dell’Unione Philipp Moser
Come è noto, alcune settimane fa il Governo di Roma ha ritirato il proprio ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della norma altoatesina che prevede la limitazione del commercio al dettaglio nelle zone produttive. Ora, in occasione dell’ultima seduta, anche la Giunta provinciale dell’Alto Adige ha deciso, ufficialmente e formalmente, di rinunciare a essere controparte nella prosecuzione del ricorso di fronte alla Suprema Corte.

Del tema si era discusso in occasione di un recente incontro tra i vertici dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige e il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher. All’ordine del giorno del colloquio c’erano diversi temi di ambito commerciale.

“Questo atto formale avrà importanti effetti su tutti i procedimenti giudiziari in atto in Alto Adige relativamente a questo tema, come per esempio il caso in essere di una drogheria aperta di recente in piena zona produttiva di Brunico”, afferma l’Unione.

“Per il commercio in Alto Adige si tratta di un momento storico che chiude definitivamente il capitolo relativo all’esercizio del commercio al dettaglio nelle zone produttive”, sottolinea soddisfatto il presidente dell’Unione Philipp Moser. “Con questo ulteriore atto, finalmente, abbiamo ottenuto la necessaria chiarezza normativa in merito al commercio al dettaglio nelle zone produttive. Non ci sono più incertezze rispetto al fatto che, nelle zone produttive, sia consentito unicamente il commercio di beni ingombranti”, aggiunge Moser, che ringrazia il presidente della Giunta provinciale per il suo impegno.

Per quanto riguarda invece l’irregolare presenza di una drogheria aperta in una zona produttiva del capoluogo della Val Pusteria, l’Unione ricorda che il Tribunale amministrativo di Bolzano ha sospeso l’ordinanza di chiusura emessa dal Comune di Brunico fino all’11 settembre. L’azienda di commercio al dettaglio basa la propria dichiarazione di inizio attività su una precedente dichiarazione per lo stesso luogo risalente al 2016, che però era già stata fatta oggetto di un’ordinanza di chiusura da parte dello stesso Comune di Brunico, il quale aveva stabilito che la vendita di quel genere di prodotti non era ammissibile in zona produttiva. Tutto ciò implica che la drogheria manca di qualsiasi presupposto necessario alla prosecuzione del commercio al dettaglio in quella collocazione.

“Alla scadenza del termine, il Tribunale amministrativo tornerà a occuparsi del caso. Siamo fiduciosi del fatto che, tenuto conto dell’attuale situazione, si deciderà di applicare definitivamente l’ordinanza del Comune di Brunico”, auspica Moser.

Una cosa, però, il presidente dell’Unione ci tiene a metterla bene in chiaro: “Noi siamo sempre favorevoli all’apertura di nuove attività commerciali in Alto Adige, che siano piccole, medie o grandi, purché si trovino nei centri urbani e abitati, così da garantire un rapporto equilibrato tra piccoli e grandi negozi a gestione familiare e grande distribuzione. Deve però essere assicurata la certezza del diritto, con leggi e norme chiare e soprattutto valide per tutti gli operatori di tutte le dimensioni, applicate con coerenza e controllate costantemente”.
 
 
 
 
 
 
 
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