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17/09/2019

Buone notizie per gli interpreti altoatesini

La categoria nell’Unione raggiunge una garanzia di qualità nei bandi pubblici

DDa sin. l’assessore provinciale Philipp Achammer con la presidente Ulrike Egger e i membri del Direttivo Evelyn Tarasconi ed Evi Dalcomune.
Alcune settimane fa l’Associazione interpreti Bolzano AIB aveva incontrato l’assessore provinciale competente, Philipp Achammer, per chiedere una maggiore considerazione per la categoria professionale nell’ambito dei bandi pubblici. “In particolare nell’amministrazione pubblica molti incarichi vengono aggiudicati secondo il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa a offerenti da fuori provincia. Una concorrenza al ribasso con la quale non possiamo competere”, afferma l’Associazione interpreti che fa parte dell’Unione. Il mondo dell’economia altoatesina, invece, già da tempo apprezza i servizi dei traduttori e interpreti locali.

L’affidamento degli incarichi pubblici in Alto Adige avviene mediante il Mercato elettronico della provincia (MEPAB) che prevede dal 2017 il cosiddetto “catalogo dei servizi linguistici per le amministrazioni pubbliche in Alto Adige”. Può iscriversi a questo catalogo chi dichiara di soddisfare determinati requisiti, come ad esempio la conoscenza delle abitudini linguistiche regionali o delle particolarità linguistiche, culturali e amministrative della Provincia.

“Il problema sorge perché questi requisiti dovrebbero assicurare in via teorica che gli incarichi siano affidati a traduttori e interpreti che conoscono le peculiarità linguistiche e culturali della nostra provincia”, sottolinea l’Associazione. In pratica, però, i lavori vengono affidati a offerenti che non soddisfano i suddetti requisiti. “Le domande di iscrizione al catalogo andrebbero verificate da persone competenti in materia”.

L’assessore Achammer ha condiviso le richieste della categoria professionale sottoponendole alla Giunta provinciale, che ha ora provveduto a una soluzione del problema: a partire da gennaio 2020, infatti, sarà possibile eliminare questo tipo di servizi intellettuali dal catalogo delle merci e dei servizi nel portale degli appalti introducendo nuovi criteri di valutazione oggettivi all’insegna della qualità. A questo scopo dovrà essere elaborata una metodologia per l’assegnazione di servizi linguistici.

La presidente dell’Associazione interpreti Ulrike Egger e i membri del Direttivo dell’Associazione Evelyn Tarasconi ed Evi Dalcomune si sono detti soddisfatti. “In Alto Adige la lingua soffre di una scarsa qualità nelle traduzioni. Capita spesso che molte traduzioni in tedesco non siano in tedesco corretto, ma siano solo delle cattive traduzioni di un originale in italiano. La mancanza di un retroterra culturale riduce la qualità delle traduzioni. E questo è proprio l’aspetto che vorremo cambiare”, concludono i vertici della categoria professionale nell’Unione ringraziando i rappresentanti politici per la velocità con la quale è stata affrontata la problematica.
 
 
 
 
 
 
 
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