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01/02/2019

Aperture domenicali e festive: soluzione altoatesina

L'Unione: “La materia torni a essere regolamentata autonomamente”

Il nuovo Disegno di legge dei due partiti di governo in materia di aperture domenicali e festive nel commercio al dettaglio è arrivata in questi giorni alla competente commissione Attività produttive della Camera e sarà ora oggetto di discussione. L’Unione commercio turismo servizi Alto Adige da un lato accoglie con favore il fatto che il tema delle aperture domenicali torni all’ordine del giorno dell’attività parlamentare, ma dall’altro non si dice d’accordo con il contenuto del ddl.

Il nuovo Disegno, infatti, prevede 26 aperture domenicali (su un totale di 52) e la chiusura in occasione di 12 festività nazionali (ma con una deroga per quattro giorni di apertura da stabilire su scelta delle Regioni). Quest’ultime decideranno anche come distribuire o concentrare le 26 domeniche di apertura. Ulteriori eccezioni sono previste per le zone turistiche e per i negozi di vicinato.
 
“Siamo sicuramente d’accordo con la reintroduzione di un regolamento delle aperture domenicali e festive a vantaggio della varietà del nostro commercio. La domenica, così come prevedono i nostri valori e la nostra tradizione, è un giorno di riposo e assicura lo spazio per gli interessi personali, la società e la famiglia”, spiega il presidente dell’Unione Philipp Moser. L’Unione, tuttavia, è a favore di una regolamentazione locale e per una soluzione tagliata su misura delle necessità dell’Alto Adige. Già alcuni mesi fa è stata elaborata una proposta per la stesura di una Legge provinciale.

La proposta dell’Unione prevede che nella maggior parte dell’Alto Adige (83 comuni) siano permesse fino a otto aperture domenicali e festive nel corso dell’anno. Quattro giornate vengono stabilite da ciascun comune, le altre quattro sono decise a livello provinciale dalla Camera di commercio in accordo con le maggiori associazioni di categoria. Eccezioni a questo regolamento sono previste per due categorie di località turistiche e per le aziende del commercio di vicinato e della tradizione.

La premessa necessaria a un regolamento provinciale è che, ora, sia trasferita dallo Stato alla Provincia anche la competenza per gli orari di apertura, così da permettere una regolamentazione autonoma della materia. La Provincia ha già presentato a Roma la relativa norma di attuazione dello Statuto di autonomia. “Su questa base sarà possibile emanare un regolamento altoatesino. E, in questo senso, porteremo avanti l’argomento anche con il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher, con il nuovo assessore provinciale al commercio Philipp Achammer e con i parlamentari altoatesini”, conclude il presidente dell’Unione Philipp Moser.
 
 
 
 
 
 
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