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21/06/2018

Il governo contro le aperture domenicali

L’Unione: sì a nuove leggi, ma con l’eccezione delle località turistiche

L’Unione accoglie con considera assai positiva l’intenzione del governo di Roma di limitare la liberalizzazione degli orari di apertura nel commercio. La proposta del Ministro del Lavoro Luigi di Maio prevede un ritorno alla situazione antecedente il 2012, ovvero prima del decreto Monti che, aprendo alla liberalizzazione totale del commercio al dettaglio, ha reso di fatto l’Italia l’unico paese europeo senza alcun limite agli orari di apertura.

Da sempre l’Unione è a favore del principio della chiusura domenicale con una regolamentazione locale. “L’importante – precisa il presidente dell’Unione Philipp Moser – è che un’eventuale regolamentazione si applichi a tutte le aziende nello stesso modo. Le numerose imprese di piccole dimensioni e a conduzione familiare della nostra provincia, dopo avere lavorato durante la settimana, non sono in grado di tenere aperto anche alla domenica. Le aperture domenicali sono discriminatorie, perché favoriscono la formazione di gruppi di concentrazione economica e determinano distorsioni concorrenziali a svantaggio degli esercizi già esistenti, che non soltanto garantiscono l’approvvigionamento della periferia ma assicurano anche l’esistenza di località attraenti e piene di vita”.

Oltre all’Unione, sul fronte favorevole a un’eventuale stretta nelle aperture domenicali ci sono sia Confcommercio che i sindacati. “Dati alla mano – precisa Moser – la liberalizzazione non ha portato nessun vantaggio economico: il fatturato dei negozi è rimasto lo stesso di prima, solo che si è frammentato su sette giorni invece che su sei. Lo stesso vale per le assunzioni: a fronte delle migliaia di nuovi assunti nella grande distribuzione ci sono altrettanti posti di lavoro persi nelle attività commerciali piccole e a conduzione familiare”.

Per i Comuni a vocazione turistica – sottolinea il presidente dell’Unione – vanno previste specifiche deroghe. L’Unione è favorevole a una limitazione degli orari di apertura alla domenica e nei giorni festivi che includa una regolamentazione speciale per le località turistiche, allo scopo di sostenere il commercio al dettaglio tradizionalmente gestito direttamente dall’imprenditore. Si tratta di componenti fondamentali per la vitalità di città, paesi e quartieri, e senza tali forme di commercio si andrebbe a perdere proprio quell’attrattività che invece cerchiamo in ogni modo di sostenere”.
 
 
 
 
 
 
 
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