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13/03/2019

Nuove sfide per il management (anche nel commercio)

A colloquio con Ruth Gschleier, consulente, coach e supervisore

Alla luce dei cambiamenti sociali ed economici le figure manageriali devono sviluppare sempre più competenze in ambito sociale e della comunicazione. Il corso di formazione compatto in lingua tedesca e organizzato dall’Unione, è finalizzato a promuovere i punti di forza e il potenziale, soprattutto nell’ambito della comunicazione e del management. Ne abbiamo parlato in anteprima con la relatrice Ruth Gschleier.

Quali sono le tendenze nel management?

Le attuali tendenze sono sintetizzate nel progetto “Manager 4.0”, ovvero “Lavoro 4.0”, che descrive il mondo del lavoro del futuro tenendo in considerazione il cambiamento dei valori, il processo di digitalizzazione, la globalizzazione e l’evoluzione demografica. Queste mega tendenze modificano radicalmente il nostro mondo del lavoro. Già oggi i nostri manager devono affrontare situazioni molto più complesse, e nuove dinamiche che impongono l’acquisizione di nuove competenze.

Cosa si intende per “buon” management?

Nel contesto attuale il management è “buono” quando “in un’organizzazione le figure manageriali riescono a motivare in modo mirato le persone permettendo loro di contribuire al raggiungimento degli obiettivi condivisi dell’organizzazione”. Da ciò si deduce che un “buon” management presuppone delle competenze finalizzate al processo di interazione tra le figure manageriali e le persone che collaborano con loro. Oltre alle competenze specifiche, i manager devono avere innanzitutto la capacità di gestire le relazioni di lavoro in modo tale da promuovere l’autonomia e la responsabilità dei collaboratori. In vista della spesso citata carenza di risorse specializzate, dovrebbero saper creare un ambiente di lavoro che consenta alle persone di restare sane ed efficienti fino all’età pensionabile e oltre. Ciò presuppone che il management dia la dovuta considerazione all’aspetto della salute.

Come è cambiato il management negli ultimi dieci anni?

Come già detto, l’ambiente imprenditoriale è in costante cambiamento. Di conseguenza, i vertici devono sostenere i collaboratori nel processo di adattamento e di promozione del cambiamento nell’interesse dell’azienda. Nel contempo, devono affrontare in maniera costruttiva le incertezze dei collaboratori proponendo nuovi principi di riferimento, stabili e affidabili, puntando ad es. su valori condivisi dell’azienda come la gentilezza e la credibilità, la tracciabilità e la trasparenza; valori che si possano sperimentare concretamente nella gestione quotidiana. I cambiamenti nel mondo del lavoro sono un ulteriore onere per chi nell’impresa è costretto a lavorare più intensamente e sotto pressione per i tempi ridotti. Tutto ciò si riflette sulla salute con conseguenze rilevanti anche dal punto di vista sociale. Adottare delle misure preventive per sé stessi e per chi collabora in azienda è uno dei nuovi compiti delle figure manageriali.

Di cosa bisogna tener conto nel commercio?

Una delle sfide maggiori è certamente la carenza di risorse umane specializzate, dovuta innanzitutto all’evoluzione demografica, ma anche alla crescente concorrenza sul mercato del lavoro nell’area germanofona. Ciò è sempre più evidente anche nel commercio: le aziende che non necessitano di collaboratori specializzati li troveranno anche in futuro. Chi, invece, ha bisogno di risorse umane impegnate, competenti e motivate deve essere in grado di offrire loro qualcosa di speciale. E non bastano degli stipendi più alti. L’esperienza dimostra che chi decide di lavorare per un’azienda, anche a lungo termine, considera importanti le varie forme di riconoscimento, un buon clima di lavoro, un ambiente di lavoro gradevole, uno spazio d’azione e decisionale adeguato e un sostegno in ambito sociale. Di conseguenza, i manager devono saper creare relazioni basate sulla fiducia, sulla responsabilità e su una maggiore flessibilità. O devono perlomeno evitare di commettere gli errori più frequenti, ovvero la non considerazione, il mancato apprezzamento o rispetto. Se poi i titolari e i manager riescono a creare un clima di lavoro gradevole in cui comunicano e collaborano su un piano di parità con i propri collaboratori, possono anche concentrarsi sui vantaggi della realtà economica altoatesina, basata sulle piccole imprese, e compensare le situazioni difficili che ogni tipo di lavoro inevitabilmente comporta. Altrimenti accade ciò che in modo leggermente esagerato si può riassumere nella frase: “Il collaboratore viene per il lavoro e se ne va per il capo”.
 
 
 
 
 
 
 
 
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