25/07/2025
Si alla gestione dei turismo-hotspot
“L’appello a un contingentamento non è solo giustificato, ma estremamente urgente”, sottolinea Moser. “L’Alto Adige – e con esso una parte rilevante del commercio, della ristorazione e dei servizi – vive di turismo. Ma questo può funzionare solo se sia gli ospiti che i residenti beneficiano in egual misura della sua qualità. Un sovrautilizzo compromette proprio questo equilibrio, diventando ormai insostenibile per tutti i soggetti coinvolti.”
Il Seceda rappresenta un esempio emblematico delle opportunità, ma anche delle criticità legate al successo turistico. L’afflusso incontrollato comporta carichi eccessivi per l’ambiente, le infrastrutture e la qualità della vita – problematiche sempre più percepibili anche nel tessuto economico locale. “Serve collaborazione, non eccessi. Qualità prima della quantità. Struttura invece di sovraccarico”, continua Moser. Attualmente si parla del Seceda – ma è necessario pensare oltre, per poter intervenire rapidamente anche in altri luoghi, al superarsi di determinate soglie.
Il presidente dell’Unione evidenzia l’importanza di un modello di gestione ben studiato, con regole chiare e vincolanti – ad esempio sotto forma di obbligo di prenotazione o limiti massimi di visitatori. “L’esempio di Braies ha dimostrato che modelli del genere possono funzionare, se comunicati in modo trasparente e attuati con coerenza.”
Moser invita a una stretta collaborazione tra l’amministrazione provinciale, i comuni, le organizzazioni turistiche e gli operatori economici interessati: “Le sfide possono essere affrontate – ma solo insieme. Come Unione siamo pronti a contribuire in modo costruttivo e a sostenere soluzioni che tutelino sia il nostro territorio che il futuro della nostra economia. Abbiamo una responsabilità: verso i nostri ospiti, verso la popolazione e verso le generazioni future”, conclude Moser.





