03/06/2026
Prodotti alimentari: nuove regole per garantire qualità è tracciabilità
Il nuovo reato di frode alimentare
La novità più rilevante è l’introduzione del reato di “frode alimentare”. Viene punito chi, nell’ambito della propria attività, commercializza alimenti, bevande o acque non genuini oppure difformi rispetto a quanto dichiarato traendone un profitto. Affinché si configuri il reato, la difformità deve essere significativa, cioè incidere in modo concreto sulla natura o sulle caratteristiche del prodotto.
Le indicazioni ingannevoli
La legge interviene anche sull’uso di informazioni fuorvianti, rendendo reato l’impiego di etichette, marchi o indicazioni false o ingannevoli. Tali comportamenti sono puniti quando sono idonei a confondere il consumatore riguardo all’origine, alla qualità o alla quantità degli alimenti.
Tutela dei prodotti tipici
Per valorizzare e proteggere le eccellenze agroalimentari italiane, vengono introdotti strumenti specifici, come un contrassegno dedicato ai prodotti DOP e IGP. Questo sistema mira a garantire l’autenticità dei prodotti e a contrastare in modo più efficace fenomeni di contraffazione.
Regole più severe sulla tracciabilità
Un elemento centrale della normativa è il rafforzamento degli obblighi di tracciabilità: le imprese devono dimostrare l’origine dei prodotti e il loro percorso lungo l’intera filiera. In caso di mancato rispetto di tali obblighi, sono previste sia sanzioni penali che amministrative.
Parallelamente, viene istituita una “Cabina di regia nazionale”, con il compito di coordinare le principali autorità competenti (ASL, NAS, Ispettorati e Ministeri) nella raccolta e condivisione delle informazioni sulle irregolarità nel settore agroalimentare, contribuendo a rafforzare l’efficacia delle misure di prevenzione e di contrasto delle frodi.





