04/11/2025

Parere legale positivo al finanziamento mirato da Comuni ad aziende nei centri storici dell'Alto Adige

“Un chiaro appello alla rivitalizzazione dei centri urbani!”

Da sin.: Paolo Piva, Peter Hilpold, Dominik Oberstaller, Philipp Moser e Sabine Mayr.
Un parere giuridico redatto da due docenti universitari (Padova e Innsbruck) su incarico dell’Unione è giunto a una conclusione chiara: i comuni dell’Alto Adige sono legalmente autorizzati a erogare sostegni finanziati alle imprese per la rivitalizzazione dei centri storici – e, anzi, l’ordinamento giuridico li incoraggia esplicitamente a prendere misure mirate per incentivare la vivacità dei centri urbani.

Il parere è stato presentato martedì 4 novembre 2025 in una conferenza stampa presso la sede dell’Unione a Bolzano. Hanno partecipato il presidente dell’Unione Philipp Moser, il presidente del Consorzio dei comuni dell’Alto Adige Dominik Oberstaller, il professore universitario (Innsbruck) avv. Peter Hilpold, il professore universitario (Padova) avv. Paolo Piva e la direttrice dell’Unione Sabine Mayr.

L’antefatto
In passato, in una dozzina circa di comuni altoatesini, l’apertura di attività commerciali, le acquisizioni o le successioni nei centri urbani sono state sostenute con contributi tra i 5.000 e i 15.000 euro. In alcuni casi, tuttavia, le recenti incertezze giuridiche hanno portato alla sospensione di questi sostegni. La perizia appena pubblicata chiarisce queste incertezze e getta le basi per un rinnovato e chiaro impegno per la rivitalizzazione dei centri urbani.

Unione e Consorzio dei comuni condividono gli obiettivi
“Il parere legale fornisce la chiarezza tanto auspicata: i nostri comuni sono autorizzati, e anzi incoraggiati, a promuovere attivamente la rivitalizzazione dei centri storici. Sono inoltre esplicitamente incoraggiati ad adottare misure appropriate per raggiungere questo obiettivo. Questo invia un segnale forte per nuove iniziative imprenditoriali e centri urbani e paesi vivaci”, sottolinea Philipp Moser.
Dominik Oberstaller sottolinea la stretta collaborazione: “In quest’ambito Unione e Consorzio dei comuni stanno lavorando insieme. L’attrattiva dei nostri centri storici dipende in modo significativo dalle attività commerciali, artigianali, della ristorazione e dei servizi che vi operano. A risultare fondamentale è lo scambio e il dialogo costruttivo tra comuni e imprese. Come Consorzio stiamo preparando per tutti i comuni un modello di contratto per questo tipo di incentivi”.

I punti centrali del parere
I docenti universitari Peter Hilpold e Paolo Piva hanno riassunto sinteticamente i risultati della relazione degli esperti: i programmi di finanziamento comunale giuridicamente validi, giustificati nei fatti e concepiti in modo trasparente sono ammissibili e rappresentano uno strumento efficace per il rafforzamento dei centri storici. Sabine Mayr ne ha illustrato i singoli prerequisiti.
Assegnazione chiara: i contributi devono essere assegnati in conformità all’articolo 12 della Legge n. 241/1990, ovvero secondo criteri chiari, predefiniti e trasparenti.
Rispetto della normativa europea: I contributi devono essere conformi alla normativa UE in materia di aiuti di Stato (articoli 107-108 TFUE). Di particolare rilevanza sono la regola “de minimis” e il Regolamento UE n. 651/2014, che classifica alcuni contributi per le PMI come compatibili con il mercato interno e si applica pertanto anche agli interventi nei centri storici, purché non siano previste clausole discriminatorie (come l’obbligo di avere sede in Italia).
Chiarezza della normativa comunale: per garantire che i sussidi siano giuridicamente validi, è essenziale che i comuni adottino normative chiare e trasparenti che stabiliscano, tra le altre cose, chi può ricevere finanziamenti (ad esempio, PMI o microimprese), quali progetti sono ammissibili al finanziamento e a quali condizioni i finanziamenti vengono ritirati o recuperati.
Ampio pacchetto di interventi: tra le possibili misure rientrano sia strumenti finanziari (contributi, agevolazioni fiscali, fondi speciali) sia misure non finanziarie (come misure di pianificazione urbana/territoriale).

Non solo denaro: ripensare il quadro generale
L’Unione ricorda anche che, oltre agli incentivi finanziari, per garantire il dinamismo dei centri urbani sono necessari altri strumenti e condizioni quadro adeguate: dall’accessibilità e mobilità alla pianificazione urbana e urbanistica, dal marketing territoriale alla qualità del soggiorno, fino alla sicurezza. “Ciononostante, i sussidi rimangono un incentivo importante per attrarre nuovi imprenditori e aumentare l’attrattività economica dei comuni”, ribadisce il presidente dell’Unione.

Appello congiunto a tutti i comuni
L’Unione e il Consorzio dei comuni dell’Alto Adige invitano pertanto tutti i comuni altoatesini a investire nello sviluppo dei loro centri storici, a fornire finanziamenti legalmente validi e a sostenere attivamente l’apertura di nuove attività commerciali. “Si tratta di preservare e sviluppare ulteriormente le nostre città e i nostri paesi vivaci, attraenti e vivibili!” concludono Moser e Oberstaller.
 
 
 
 
 
 
 
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