22/11/2022

Novità: saranno ridotti i contributi legati al contratto collettivo

Unione e sindacati di categoria decidono la riduzione

da sin. il presidente dell’Unione Philipp Moser, il vicepresidente Sandro Pellegrini, Walter Largher (Uiltucs Uil/Sgk), Antonella Costanzo (Filcams Cgil/Agb), Hansjörg Adami (Fisascat Sgb/Cisl) e Alex Piras (Asgb Handel).
Buone notizie per i datori di lavoro nel commercio e nei servizi! L’Unione commercio turismo servizi Alto Adige e le organizzazioni sindacali di categoria hanno deciso, a partire dal 1° gennaio 2023, di ridurre i contributi di assistenza contrattuale. Si tratta di un significativo risparmio per tutte le aziende che hanno dipendenti e che applicano integralmente il contratto collettivo per il commercio e i servizi! Ricordiamo che i contributi di assistenza contrattuale, previsti dal contratto collettivo per il terziario, la distribuzione e i servizi (Confcommercio) sono contributi per la definizione del CCNL, il suo aggiornamento e la realizzazione di quanto ivi previsto.

L’essere in regola con tali contributi permette alle aziende
  • l’accesso alle prestazioni dell’Ente bilaterale del terziario (EbK) e
  • del fondo per la formazione dei lavoratori dipendenti For.te,
  • l’applicabilità degli accordi integrativi territoriali, come per esempio quelli relativi ai contratti stagionali o ai premi di produttività
  • e garantisce l’adesione a un sistema di contrattazione collettiva rappresentativo e forte.

I vantaggi del contratto collettivo sono evidenti: esso garantisce certezza legale e un adeguato trattamento economico-normativo. È chiaro, quindi, quanto sia fondamentale e decisivo avere delle relazioni bilaterali, forti e continue, tra rappresentanti dei datori di lavoro (Confcommercio e Unione) e sindacati, per poter reagire e rispondere tempestivamente alle situazioni reali e concrete nonché alle necessità imprenditoriali e giuslavoristiche, sfruttando le prerogative e le competenze che il legislatore riconosce alla contrattazione collettiva.

L’ora decisa rivisitazione della base di calcolo dei contributi di assistenza contrattuale ha portato con sé un’importante riduzione degli stessi. La base di calcolo non è più, come in passato, l’intera retribuzione globale lorda, ma solo quella prevista dal contratto collettivo (cioè paga base + contingenza).

Grazie a questa nuova base di calcolo si ottengono questi vantaggi:
  • una riduzione dei costi
  • maggiore coerenza del sistema: la stessa base di calcolo già applicata per i contributi dell’Ente bilaterale EbK perlopiù più corrispondente al contratto collettivo che prevede esso stesso solo la retribuzione contrattuale
  • nessuna penalizzazione per le aziende che riconoscono stipendi più alti
  • più chiaro e comprensibile grazie ai costi certi e preventivabili a seconda dell’inquadramento contrattuale e con un tetto massimo
  • complessivamente, aumento della trasparenza, della chiarezza e della legittimità

Un semplice esempio di calcolo:
  • Una commessa con retribuzione lorda pattuita di 1.900 euro.
  • Alla luce del contratto collettivo i commessi alla vendita sono inquadrati al 4° livello: la retribuzione contrattuale prevista ammonta a 1.616,68 euro.
  • Fino a oggi i contributi di assistenza contrattuale a carico del datore di lavoro ammontavano a 7,6 euro/mese, ovvero 106,4 euro/anno (0,4 percento di 1.900 euro).
  • In seguito a questa modifica della base di calcolo, a partire dal 1° gennaio 2023 la cifra scenderà a 6,47 euro/mese, ovvero 90,58 euro/anno (0,4 percento di 1.616,68 euro).
In conclusione: più è effettivamente alta la retribuzione concordata tra datore di lavoro e collaboratore/trice, tanto maggiore è il risparmio!
 
 
 
 
 
 
 
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