09/11/2022

“Sopravvivenza delle aziende a rischio”

Anche gli studi fitness lottano contro l’esplosione dei costi energetici

“Tutti i comparti del settore del fitness devono lottare contro gli altissimi costi energetici”, afferma Armin Bonamico, portavoce dei gestori di centri fitness nell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige, sintetizzando l’attuale situazione e portando a esempio un caso concreto: dal gennaio 2022 a oggi, una palestra, anche senza piscina o sauna, ha subito un rincaro dei costi energetici pari a circa 80.000 euro. “Ci sono centri ben attrezzati, che dispongono di attrezzature altamente tecnologiche che funzionano solo con la corrente elettrica e devono rimanere costantemente accese”, precisa Bonamico. In questo momento, i costi energetici mettono addirittura a rischio l’esistenza stessa di molti centri fitness. “Siamo appena usciti dalla crisi del Coronavirus per ricadere subito in un’altra”, sottolinea il portavoce della categoria.

Bonamico indica alcuni potenziali ambiti di risparmio, tuttavia non sempre praticabili. Spegnere le luci, per esempio, non è sempre possibile. Oppure: se una palestra con piscina o sauna abbassa la temperatura di due gradi, i clienti si lamentano immediatamente. E anche cambiare gli orari di apertura ottiene spesso reazioni negative. “Per quanto riguarda invece un adeguamento dei prezzi o l’innalzamento delle quote di iscrizione, le persone non sono sempre in grado di spendere più di quanto già fanno”, spiega Bonamico. L’obiettivo dei centri fitness era e rimane quello di rendere accessibile a tutti la pratica sportiva. “Di conseguenza, almeno finora, i prezzi erano alla portata di tutti”.

Non c’è sicurezza nel futuro dei centri fitness. “Col tempo abbiamo imparato a non pensare troppo all’avvenire, ma a vivere giorno per giorno – nella speranza che non arrivi mai il momento di chiudere per sempre”, dice Bonamico che, nonostante tutti i problemi, cerca di rimanere ottimista. Tenuto conto della situazione, un aiuto a breve termine da parte della politica appare assolutamente necessario.
 
Armin Bonamico, portavoce dei centri fitness nell’Unione.
 
 
 
 
 
 
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dott.ssa Elisabeth Nardin

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