01/07/2026
Le nuove regole doganali UE dovrebbero frenare le importazioni a basso costo nel commercio al dettaglio
L’Unione: “Un passo importante verso un’equa concorrenza – Dimensioni enormi anche in Alto Adige
Il presidente dell’Unione Philipp Moser.
L’Unione valuta complessivamente in modo positivo l’introduzione di questa normativa.
“La nuova norma europea è un passo importante per correggere uno svantaggio competitivo strutturale per il commercio locale. Finora, infatti, molti prodotti provenienti da Paesi terzi potevano entrare di fatto senza dazi nel mercato europeo, causando forti distorsioni”, sottolinea il presidente dell’Unione Philipp Moser.
Il mercato miliardario dei mini-pacchi – Anche l’Alto Adige è interessato
Alla base del provvedimento c’è l’enorme crescita dei cosiddetti “mini pacchi” provenienti da Paesi terzi: a livello UE, nel 2025 sono state consegnate direttamente ai consumatori circa 5,9 miliardi di queste spedizioni, di cui il 97 percento provenienti dalla Cina.
Sulla base di una stima proporzionale, per l’Alto Adige si ottiene un volume di circa 7 milioni di pacchi all’anno – pari a circa 13 spedizioni per persona. Considerando un valore medio di circa 9 euro per spedizione, ne deriva un volume di importazioni di circa 64 milioni di euro annui.
“Questi numeri mostrano chiaramente che non si tratta di un fenomeno marginale, bensì di un mercato di massa con effetti diretti sulle nostre imprese locali”, sottolinea Moser. “Allo stesso tempo, questo enorme volume di spedizioni comporta anche un significativo aumento del traffico, poiché milioni di pacchi devono essere trasportati e distribuiti ogni anno nel territorio attraverso centri logistici e mezzi di consegna.”
Più equità, ma anche prezzi maggiori
La nuova normativa prevede un dazio doganale forfettario di 3 euro per categoria merceologica all’interno di una spedizione. È prevedibile che, nella pratica, questo costo venga nella maggior parte dei casi trasferito ai consumatori finali – sia attraverso il prezzo d’acquisto sia tramite i costi di consegna.
Per i consumatori ciò comporterà aumenti di prezzo percepibili, soprattutto per i prodotti molto economici. A partire da novembre 2026 è inoltre prevista un’ulteriore commissione di gestione a livello UE (“Handling fee”), che comporterà costi aggiuntivi.
L’Unione: decisiva una soluzione europea
L’Unione valuta invece in modo critico iniziative nazionali isolate da parte di singoli Stati. Ulteriori imposte a livello nazionale – come quelle temporaneamente discusse, tra gli altri, in Italia, Austria o Francia – potrebbero distorcere il mercato interno, poiché i flussi di importazione verrebbero gestiti deliberatamente attraverso altri Paesi UE.
“Proprio nel commercio online i flussi sono organizzati su base transfrontaliera. Per questo servono regole europee chiare e uniformi. Percorsi nazionali autonomi porterebbero solo a nuove distorsioni”, afferma Moser.
Un’opportunità per il commercio locale
Dal punto di vista dell’Unione, la nuova normativa offre tuttavia anche opportunità per le imprese locali: “Se in futuro tutti gli operatori di mercato saranno soggetti a condizioni comparabili, ciò rafforzerà la competitività delle aziende locali e quindi anche la creazione di valore a livello regionale”, afferma Moser.
Allo stesso tempo è chiaro che: «La normativa doganale da sola non risolverà la concorrenza. Tuttavia, rappresenta almeno un importante primo passo nella giusta direzione”.





