22/05/2026
L’Unione sulla Giornata nazionale della sicurezza nei centri urbani
Il presidente dell’Unione Philipp Moser.
Secondo il rapporto, alle imprese dei settori della vendita al dettaglio e della gastronomia, nel 2025 le attività illegali hanno causato danni per circa 41 miliardi di euro. Allo stesso tempo, sono finiti a rischio 284.000 posti di lavoro regolari. Particolarmente significativi sono il commercio illegale con 10,5 miliardi di euro, la gastronomia illegale con 8,5 miliardi di euro, i prodotti contraffatti con 5 miliardi di euro e i furti nei negozi con 5,4 miliardi di euro. Ulteriori oneri includono l’impatto della criminalità organizzata e della criminalità informatica.
“Questi dati dimostrano chiaramente che l’illegalità non è un fenomeno marginale. Indebolisce le aziende oneste, mette a repentaglio i posti di lavoro, distorce la concorrenza e compromette la qualità della vita soprattutto nelle nostre città”, sottolinea il presidente dell’Unione Philipp Moser.
Degna di nota è anche la percezione della sicurezza delle imprese italiane. Il 29 percento delle aziende del commercio e della gastronomia segnala un peggioramento della situazione della sicurezza. Tre imprenditrici e imprenditori su dieci temono di diventare vittime di reati. Furti, atti vandalici, aggressioni e rapine sono i reati più frequentemente citati. Destano crescente preoccupazione tra le imprese anche fenomeni come le baby gang e gli eccessi problematici nella vita notturna.
Un problema particolarmente diffuso rimane il taccheggio: oltre sei negozi su dieci ne sono colpiti, e quasi uno su cinque più volte alla settimana o addirittura quotidianamente. Allo stesso tempo, quasi nove aziende su diecihanno già investito in misure di sicurezza, come videosorveglianza, sistemi di allarme, dispositivi antifurto e altri sistemi di protezione. A questo scopo, in Alto Adige esiste uno specifico programma di finanziamento provinciale.
“La sicurezza rimane una responsabilità pubblica e richiede una forte cooperazione tra istituzioni, comuni, forze dell’ordine e rappresentanti del mondo imprenditoriale”, sottolinea la direttrice dell’Unione Sabine Mayr. In Alto Adige, questa collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, comuni e mondo economico è già attivamente e costruttivamente vissuta realizzata. Si tratta di un vantaggio competitivo cruciale: la sicurezza non si raggiunge solo con i controlli, ma con la presenza, il dialogo, la responsabilità e un’efficace collaborazione a livello locale.
A questo proposito, l’Unione ribadisce anche il ruolo sociale del commercio di vicinato e della gastronomia. Negozi, bar, ristoranti e prestatori di servizi aperti e attivi animano strade, piazze e centri storici. Favoriscono gli incontri, l’interazione sociale e la fiducia. “Un negozio aperto non è solo un luogo deputato alla vendita. È luce, presenza, relazioni e sicurezza. Ogni attività che chiude non comporta solo la perdita di un’azienda, ma anche la perdita di un punto vitale per la città o il paese”, concludono Moser e Mayr.
La direttrice dell’Unione Sabine Mayr.





