14/11/2025
L’Unione soddisfatta: stop dell’UE ai pacchi low cost esenti da dazio dall’Estremo Oriente
“Si tratta di un segnale per la libera concorrenza atteso da tempo”, sottolinea il presidente dell’Unione, Philipp Moser. “Le nostre aziende sul territorio pagano tasse, affitti, salari e investono in formazione e qualità. Non è accettabile che, allo stesso tempo, milioni di mini-pacchi dall’Estremo Oriente entrino quasi senza dazi e controlli nel mercato unico europeo, mettendo così sotto fortissima pressione le nostre imprese”. L’Unione chiede una rapida e uniforme attuazione della nuova normativa in tutta l’UE. “La decisione rappresenta un primo passo e non deve restare lettera morta. Altre misure saranno necessarie”, avverte Moser.
Concorrenza leale invece di vantaggi per i giganti dell’online
La soglia di esenzione di 150 euro è stata finora sfruttata sistematicamente dalle grandi piattaforme internazionali dell’e-commerce per inondare il mercato europeo di merce estremamente a basso costo. Per i commercianti locali – in particolare nel settore moda – questo squilibrio è da tempo diventato esistenziale, rileva l’Unione.
“Chi oggi gestisce un negozio di moda nei nostri paesi e nelle nostre città non compete solo con molti altri operatori del commercio, ma anche con piattaforme anonime dall’altra parte del mondo”, spiega Markus Rabanser, presidente di Federmoda nell’Unione. “Questi operatori non giocano secondo le stesse regole: beneficiano di spedizioni di piccolo valore esenti da dazi, di standard qualitativi spesso discutibili e di prezzi con cui il commercio specializzato serio sul nostro territorio non può – e non deve – competere.”
Tutela di consumatori, ambiente e posti di lavoro
La decisione dell’UE è un segnale non solo di politica economica, ma anche di politica dei consumatori e ambientale, sottolinea l’Unione. “Molti prodotti che arrivano nell’UE tramite il commercio online ultra-discount difficilmente troverebbero posto sugli scaffali di un negozio specializzato europeo se fossero sottoposti a controlli più rigorosi”, osserva Moser. “Si tratta di sicurezza dei prodotti, trasparenza nelle catene di fornitura, standard ambientali e rispetto delle norme europee in materia di imballaggi e smaltimento.”
Rabanser aggiunge: “L’ultra fast fashion – capi che finiscono nella spazzatura dopo pochi utilizzi – non distrugge solo valore aggiunto e posti di lavoro, ma anche la consapevolezza della qualità. Abbiamo bisogno di una cultura del consumo consapevole, lontana dalle magliette usa e getta e orientata verso prodotti durevoli, ben fatti – idealmente di produzione locale o europea.”
Appello alla clientela
In conclusione, Rabanser rivolge un appello alla clientela: “Invitiamo le consumatrici e i consumatori a compiere, con i loro acquisti, una scelta consapevole: a favore della qualità invece dell’usa e getta, di catene di fornitura trasparenti, della tutela del clima e dell’ambiente – e a favore dei negozi che rendono i nostri paesi e le nostre città luoghi vivibili e amati.”
Il presidente dell’Unione Philipp Moser.
Il presidente della categoria Federmoda nell’Unione Markus Rabanser.





