18/11/2025
Il cinema è motore di crescita per il settore creativo in Alto Adige
Presentato l’accordo di collaborazione tra Mediocredito Trentino-Alto Adige e la categoria Film dell’Unione
Un nuovo modello di finanziamento sostiene i produttori fin dalle prime fasi di lavorazione – l’Alto Adige diventa un esempio per tutta Italia
Da sx: Hannes Hofer, Philipp Moravetz e Wilfried Gufler (Film Unione), Alexander Fill (presidente attività servizi Unione), Renate Ranzi (IDM Film & Music Commission), il pres. Markus Frings, la vicep. Michela Parlavecchio, Marco Galateo e Paul Gasser.
D’ora in poi, infatti, gli associati alla categoria Film potranno richiedere alla Banca, fin dall’avvio della produzione, un finanziamento dedicato per le proprie esigenze di liquidità e, al completamento dell’opera, cedere il Tax Credit maturato. Ciò risolve un problema di liquidità fondamentale per molti produttori, soprattutto per le piccole aziende regionali. “Questo rappresentava un ostacolo importante per molte aziende nella realizzazione dei progetti”, spiega Markus Frings, presidente della categoria Film nell’Unione. “Con questo nuovo finanziamento intermedio, offriamo al settore un reale vantaggio competitivo e rafforziamo l’Alto Adige come sede di produzione nel contesto europeo”.
Pelizzari e Gasser hanno sottolineato il ruolo di Mediocredito nel supportare le piccole imprese in un contesto regionale. “Per la nostra banca questo nuovo prodotto, dedicato esclusivamente all’industria cinematografica, rappresenta un importante contributo alla promozione culturale e un sostegno concreto al settore creativo. L’iniziativa prevede due strumenti complementari: un finanziamento ponte con garanzia europea per la Cultura e la Creatività (CCS – FEI, InvestEU), che consente di anticipare le risorse necessarie all’avvio delle produzioni, e l’acquisto successivo del Tax Credit Cinema, che permette di monetizzare il credito d’imposta maturato, offrendo così alle imprese un ciclo completo di sostegno finanziario.”
Dal Brain-Drain al Brain-Gain – La creatività come forza economica
L’assessore provinciale Marco Galateo ha insistito sull’importanza strategica dell’industria cinematografica: “La creatività, e in particolare l’industria cinematografica, rappresentano non solo una risorsa culturale di straordinario valore, ma anche una leva fondamentale per la crescita economica. Il settore creativo è un motore di innovazione e sviluppo che attrae investimenti, crea occupazione qualificata e favorisce la diffusione di idee e valori in grado di attraversare i confini locali e internazionali.”
A livello globale, le aziende creative sono tra i settori economici più dinamici, generando miliardi di fatturato e dando lavoro a milioni di persone. L’Alto Adige si sta sempre più posizionando come punto di riferimento per le produzioni audiovisive, unendo talento, tecnologia e capitale.
La creatività incontra il capitale – un settore che guarda al futuro
“L’industria cinematografica integra pensiero economico, energia creativa e innovazione tecnologica”, sintetizza Markus Frings. “Grazie a questo nuovo strumento di finanziamento, creiamo una base in grado di rafforzare i produttori locali, accelerare gli investimenti e aumentare la visibilità internazionale dell’Alto Adige come location cinematografica”.
Un esempio indicativo: i produttori altoatesini come contribuenti netti
Uno sguardo ai dati illustra la rilevanza economica del settore. Tra il 2022 e il 2024 un’azienda di produzione altoatesina ha versato le seguenti imposte e contributi previdenziali:
Iva: 1.021.000 euro
Irap: 242.000 euro
Irpef: 684.000 euro
Inps: 1.087.000 euro
Inail e imposte comunali: 68.000 euro
Gettito fiscale totale (F24): 3.102.000 euro
A fronte delle uscite ci sono finanziamenti IDM per un importo di 1.562.000 euro – il cosiddetto “Effetto Alto Adige” è di circa 13,6 milioni di euro.
Il risultato: l’azienda ha versato più imposte al bilancio regionale di quanto abbia ricevuto in sussidi. Pertanto, nonostante il sostegno statale, l’industria cinematografica è un contribuente netto e un motore di occupazione per la regione. Tra il 2022 e il 2024 sono stati creati complessivamente 142 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno. Sono inoltre in corso collaborazioni con otto Paesi europei.
Markus Frings (a dx) e Diego Pelizzari.





