03/04/2026
Aumento dei prezzi dell’energia: Le crisi geopolitiche aggravano la pressione sulle imprese altoatesine
“Quando i conflitti internazionali fanno salire i prezzi dell’energia, le nostre imprese lo avvertono immediatamente – in ogni bolletta dell’elettricità, in ogni bolletta del gas e, in ultima analisi, nell’intera struttura dei costi”, evidenzia il presidente dell’Unione Philipp Moser.
I dati dell’associazione nazionale di riferimento Confcommercio mostrano la portata dell’onere: nello scenario di base, a marzo 2026 la bolletta elettrica delle imprese del terziario aumenterebbe dell’8,5 per cento rispetto alla media dei mesi di gennaio e febbraio; nello scenario meno favorevole, addirittura del 13,9 per cento. Ciò corrisponde a un aggravio complessivo di 2.853 euro per l’elettricità nel settore. Per quanto riguarda il gas, nello scenario di base è previsto un aumento del 30 per cento, mentre nello scenario meno favorevole del 43,5 per cento, con un aggravio aggiuntivo fino a 3.408 euro.
Gli effetti diventano particolarmente evidenti osservando nel dettaglio i singoli comparti. Per i ristoranti, il costo mensile aggiuntivo nello scenario di base è di circa 87 euro per l’elettricità e 146 euro per il gas; nello scenario meno favorevole il solo aggravio per il gas sale a circa 508 euro. Per i bar, il costo mensile aggiuntivo si attesta intorno ai 50 euro per l’elettricità e ai 134 euro per il gas; nello scenario negativo sale a circa 87 euro per l’elettricità e 200 euro per il gas. Anche il commercio al dettaglio è notevolmente colpito: i negozi non alimentari registrano, secondo l’analisi, circa 44 euro di costi aggiuntivi al mese per l’elettricità e 116 euro per il gas; nello scenario meno favorevole questi valori salgono a circa 74 euro, rispettivamente 170 euro. I negozi alimentari devono invece fare i conti con circa 177 euro in più per l’elettricità e 123 euro per il gas; nello scenario negativo il maggior onere mensile aumenta a circa 287 euro per l’elettricità e 183 euro per il gas. L’impatto è ancora più forte per le attività a maggiore intensità energetica e per le superfici di vendita più ampie.
“Questi numeri mostrano con molta chiarezza che si tratta di costi aggiuntivi molto concreti per le imprese. Soprattutto le piccole e medie imprese del commercio, della gastronomia e dei servizi hanno possibilità limitate di assorbire ulteriori aggravi di questo tipo”, prosegue Moser.
Particolarmente critica è l’assenza di prevedibilità. Molte imprese non sanno come si evolveranno i prezzi dell’energia nei prossimi mesi. Gli investimenti vengono rinviati, le decisioni imprenditoriali diventano più difficili e la competitività ne risente.
“Le nostre imprese hanno bisogno ora di misure di sollievo rapide ed efficaci. I costi elevati dell’energia e dell’elettricità non devono diventare la nuova normalità. Servono decisioni politiche che sostengano concretamente le aziende, ne salvaguardino la competitività e rendano nuovamente possibili gli investimenti”, così l’Unione. Oltre agli aiuti a breve termine, sono necessarie soprattutto misure strutturali: maggiore stabilità dei costi energetici, un migliore accesso a contratti di fornitura competitivi, meno burocrazia e incentivi più forti per gli investimenti nell’efficienza energetica. Proprio in un contesto segnato dall’incertezza, condizioni quadro affidabili sono decisive. “Su questo tema siamo in stretto contatto con la nostra associazione nazionale di riferimento a Roma, per poter intervenire presso gli organi competenti e ottenere misure di alleggerimento”, conclude Moser.
Convenzione energia elettrica in Alto Adige
In questo contesto, l’Unione ricorda che una convenzione dell’associazione, tramite Südtiroler Wirtschaftsring – Economia Alto Adige (SWR-EA), con l’azienda energetica altoatesina Alperia prevede prezzi agevolati per la fornitura di energia elettrica alle imprese associate.





