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11/09/2019

I primi annunci del nuovo Governo lasciano ben sperare

Niente aumento dell’aliquota Iva e introduzione di una Web Tax

Il presidente dell’Unione Philipp Moser.
“Giudicheremo il nuovo Governo italiano in base ai fatti concreti”, commenta il presidente dell’Unione Philipp Moser in occasione dell’inizio di una nuova pagina politica, dopo il via dato ieri sera (martedì 10 settembre 2019) anche in Senato. “Ma possiamo dire fin d’ora che i primi annunci dell’esecutivo lasciano ben sperare”, chiarisce Moser, che fa riferimento soprattutto alle seguenti misure: il mantenimento dell’attuale aliquota Iva e l’introduzione di una Web Tax come riportato nel programma di Governo articolato in cinque pagine e 29 punti.

L’Italia è sempre minacciata da un innalzamento dell’aliquota Iva a partire dal 1° gennaio 2020, e precisamente dall’attuale 22 al 25,2 percento. Ciò avverrà nel caso in cui non sia possibile reperire fonti di finanziamento a lungo termine in grado di evitare un nuovo indebitamento. Per l’Alto Adige come regione di confine avrebbe un effetto fatale: “Di qui la necessità di evitare l’innalzamento Iva da parte del Governo, chiamato a elaborare una Legge di bilancio 2020 all’insegna dell’equilibrio. Una priorità fortunatamente chiara anche all’esecutivo”, spiega il presidente dell’Unione.

Nel programma è inoltre stabilita l’intenzione di introdurre una nuova equità fiscale per mezzo di una corretta tassazione dell’economia digitale. “I tempi per l’introduzione di una Web Tax nei confronti dei grandi gruppi online sono certamente maturi. L’obiettivo è invertire la situazione attuale, che, per mezzo dell’ottimizzazione e dello spostamento fiscale in altri Paesi, permette ai giganti del web di versare le imposte sul loro fatturato in altri Paesi”, ribadisce l’Unione. Grazie a una tassa digitale dovrebbero essere chiuse le attuali lacune giuridiche, chiamando gli agglomerati digitali e le piattaforme di intermediazione e commerciali a rispondere delle loro responsabilità. A oggi, le aziende del commercio stazionario hanno un enorme svantaggio concorrenziale rispetto ai colossi online.

L’Unione auspica inoltre che il nuovo Governo, nonché il Parlamento, proseguano i lavori sul tema delle aperture domenicali e festive nel commercio al dettaglio. “Come già in passato richiediamo una soluzione autonoma. L’Alto Adige necessità di una normativa locale e una soluzione tagliata su misura delle esigenze del territorio”, ricorda Moser. I requisiti per una legge provinciale è che, a causa delle nostre specificità, la relativa competenza sia trasferita dallo Stato alla Provincia, che potrebbe così tornare a regolamentare il settore in modo autonomo. La Provincia ha già sottoposto a Roma la relativa norma di attuazione allo Statuto di Autonomia. Su questa base è possibile emanare una norma altoatesina autonoma.

A questo proposito lascia anche ben sperare il fatto che, nel nuovo programma di Governo, siano garantiti il rispetto per le autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche. Questo aspetto è stato più volte confermato personalmente dal Presidente del Consiglio dei ministri.
 
 
 
 
 
 
 
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