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Non mollare - la tenacia imprenditoriale

Henning Beck (36) è un neuroscienziato. Tra le altre cose, ha incentivato diverse start-up statunitensi a essere ancora più innovative e a utilizzare i trucchi del cervello per pensare in modo più intelligente. Nelle sue conferenze concilia vera scienza con la sua capacità coinvolgente di intrattenere offrendo agli utenti un mix davvero interessante. In occasione della Giornata dei prestatori di servizi, che quest’anno si svolgerà virtualmente, Beck parlerà agli associati dell’Unione.
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Giornata dei prestatori di servizi


"Non mollare - la tenacia imprenditoriale"


Data:  giovedì, 9 luglio 2020

Ora: dalle ore 12:15 alle 13:15


Luogo: Livestream su questa pagina


L'evento si svolgerà in lingua tedesca con traduzione simultanea.

 
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Cosa si può imparare dal cervello, il maestro di tutte le reti

Un'intervista con Henning Beck

Signor Beck, lei ha partecipato a numerosi “Science slam” e ha scritto molto su biochimica e neuroscienza. Può spiegarci in parole povere di cosa si tratta?
Un science slam è un torneo di conferenze scientifiche in cui lo scienziato deve spiegare la sua ricerca scientifica in dieci minuti facendosi capire da un pubblico non esperto. L’idea di spiegare la scienza non solo in modo comprensibile ma soprattutto riportandola alla pratica è dunque uno degli obiettivi delle mie conferenze.

Cosa intende per “grinta imprenditoriale”?
Pensare da imprenditori non è mai stato tanto importante come in questo periodo, in cui stanno cambiando – e in modo radicale – molte cose. Sviluppare nuove idee, agire con coraggio, coinvolgere la gente: aspetti che, alla luce della progressiva digitalizzazione, sono fondamentali per produrre prodotti nuovi e creare valore aggiunto. I computer fanno tanti conti, ma le persone prendono decisioni e le mettono in pratica. Ciò diventerà sempre più importante in futuro.

Stiamo vivendo un periodo particolare che, per tanti imprenditori, comporta molte sfide: il nostro cervello come vive questi tempi?
L’incertezza presenta sempre due aspetti: i cambiamenti intimoriscono e invitano alla cautela. Nel contempo si prospettano nuove opportunità che stimolano la nostra curiosità. Il pensiero umano è adatto a questi tempi. Mentre l’“intelligenza artificiale” analizza sempre i dati di ieri, il cervello programma anche il futuro e si chiede “cosa sarebbe (o succederebbe??) se”. Ciò rafforza la nostra capacità di adattamento. Tornerà il tempo in cui potremo ottimizzare al massimo le procedure ricorrendo agli algoritmi. Ma ora dobbiamo riflettere in modo proattivo in che direzione ci stiamo muovendo. È giunto il momento di pensare da imprenditori.

Ci sono tanti aiuti e molte misure di sostegno (finanziario) che arrivano da terzi, ovvero dallo Stato, dalla Provincia, dai Comuni e dalle associazioni. Come possiamo attivarci per aiutare noi stessi?
Rispetto agli altri essere viventi (e alle macchine) abbiamo un vantaggio enorme: possiamo porci delle domande. Non serve a nulla il contributo più generoso se non siamo in grado di farne uso in modo intelligente. L’intelligenza artificiale non sa chiedersi come trarre la massima utilità da un cambiamento. Forse dobbiamo rivedere i nostri modelli aziendali e forse anche no. Ma dobbiamo comunque porci delle domande. Perché i campioni nascono sempre in tempi di cambiamento come quelli attuali.

Il nostro cervello è unico: come possiamo “addestrare” bene questa parte del nostro corpo?
Cerchiamo di non addestrarlo, ma di usarlo regolarmente. Ciò è più facile a dirsi che a farsi. Ricordiamoci che stiamo vivendo in un tempo in cui i grossi gruppi IT stanno guadagnando miliardi sollevandoci dalla fatica di pensare e semplificandoci la vita il più possibile. Cerchiamo di sottrarci a questa comodità, usiamo media diversi, non accontentiamoci mai della prima risposta, non googliamo quando siamo alla ricerca di un’idea, chiediamo alle altre persone. Le persone più intelligenti che conosco (che siano della Silicon Valley o provengano dalla scienza) leggono tantissimo – veri libri stampati. In questo modo si riflette a fondo e ci si avvantaggia in termini di sapere e conoscenze.

Cosa consiglia alle imprenditrici e agli imprenditori che quotidianamente devono affrontare diverse sfide a livello professionale?
Di non essere mai soddisfatti di loro stessi, di cercare sempre un’idea migliore. La discesa di una buona impresa inizia sempre con la vanità: in altri termini, l’atleta all’apice della sua forza è prossimo al suo declino.

Cosa cambierà – speriamo in tempi brevi – al termine di questa situazione eccezionale nella società e nel singolo individuo?
Non lo sappiamo e non sappiamo nemmeno se e in quale misura si affermeranno delle nuove abitudini, se l’igiene diverrà un “business case” o se inizierà una controrivoluzione nei confronti dell’analogico. Il futuro è aperto e offre sufficienti opportunità per mettersi alla prova.

Un’ultima domanda: qual è la sua relazione con l’Alto Adige e cosa apprezza di questa regione?
Come appassionato di ciclismo difficilmente riesco a pensare a una zona più bella. Quando verrò la prossima volta (spero presto) porterò sicuramente la mia bici. Che bell’angolo della Terra.

Intervista: Mauro Stoffella

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