12/05/2026

Protezione delle indicazioni geografiche per prodotti artigianali e industriali

Il 7 maggio 2026 è entrato in vigore un nuovo decreto che adegua la normativa nazionale alle disposizioni europee in tema di protezione delle indicazioni geografiche di prodotti. Si tratta dell’adeguamento delle disposizioni al relativo regolamento europeo che punta a tutelare il valore, la qualità e la reputazione di prodotti strettamente legati a un luogo e a una tradizione specifica.

Come funziona la registrazione
La norma definisce in modo chiaro chi può chiedere la registrazione di un’indicazione geografica e quali passaggi seguire. La domanda si presenta online al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tramite l’Ufficio italiano Marchi e Brevetti. Dopo una prima verifica, la richiesta viene pubblicata e, per due mesi, chi ha un interesse legittimo può presentare opposizione. Se non emergono criticità, la procedura prosegue a livello europeo. Nel frattempo, è possibile ottenere una protezione temporanea valida solo in Italia, utile a tutelare il nome fino alla decisione definitiva dell’Unione Europea.

Il disciplinare di produzione
Per ogni prodotto tutelato è previsto un disciplinare di produzione, un documento che stabilisce come, dove e secondo quali regole deve essere realizzato. Il disciplinare può essere aggiornato nel tempo, ma seguendo procedure precise. L’indicazione geografica può anche essere cancellata se il prodotto non viene più commercializzato per almeno cinque anni o se non rispetta più i requisiti previsti.

Responsabilità e sanzioni
Un elemento centrale della nuova disciplina riguarda la responsabilità dei produttori, che devono dichiarare e garantire il rispetto del disciplinare ed essere in grado di dimostrarlo in caso di controlli. Allo stesso tempo, il sistema delle sanzioni viene rafforzato: l’uso improprio di un nome protetto, anche online o nel commercio elettronico, può comportare multe elevate, il divieto di continuare a usare l’indicazione e, nei casi più gravi, anche conseguenze penali. L’obiettivo è chiaro: tutelare chi produce correttamente, contrastare le imitazioni e offrire ai consumatori informazioni affidabili e trasparenti.
 
 
 
 
 
 
 
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