20/08/2026
Nuove regole per gli imballaggi compostabili
Quali imballaggi saranno interessati
Le nuove disposizioni riguardano specifiche categorie di imballaggi in plastica monouso che, per poter essere commercializzati in Italia, dovranno essere certificati come biodegradabili e compostabili secondo gli standard europei riconosciuti. Tra questi rientrano gli imballaggi utilizzati per confezionare piccole quantità di frutta e verdura fresca, alcuni contenitori destinati ad alimenti e bevande consumati nel settore della ristorazione, dell’ospitalità e del catering, le confezioni monodose di salse, zucchero e altri condimenti, oltre ai piccoli flaconi e alle confezioni per prodotti cosmetici e per l’igiene personale messi a disposizione nelle strutture ricettive, come hotel e pensioni.
Attenzione alle eccezioni previste
Il decreto tiene conto delle particolari esigenze di alcuni settori. Restano infatti escluse dall’obbligo alcune tipologie di imballaggi indispensabili per garantire specifici requisiti di sicurezza e igiene, soprattutto nelle strutture sanitarie come ospedali, cliniche e residenze assistenziali. Sono inoltre confermate le deroghe già previste dalla normativa europea, che consentono una maggiore flessibilità nei casi in cui particolari esigenze operative o di sicurezza lo richiedano.
Cosa significa per imprese e operatori
Per le aziende coinvolte sarà necessario verificare che gli imballaggi utilizzati rispettino i requisiti di compostabilità previsti dalla nuova normativa. Questo potrà comportare una revisione dei materiali impiegati e dei processi di approvvigionamento, ma rappresenta anche un’opportunità per investire in soluzioni più innovative e sostenibili. Il legislatore ha comunque previsto un periodo di adattamento sufficientemente ampio, in modo da consentire agli operatori economici di organizzarsi e programmare per tempo gli adeguamenti necessari.
Sanzioni dal 2030 per chi non si adegua
Le violazioni delle nuove disposizioni saranno punite con sanzioni amministrative che vanno da 2.500 a 25.000 euro. Nei casi più significativi, in particolare quando il valore degli imballaggi non conformi supera determinate soglie rispetto al fatturato dell’impresa, gli importi potranno aumentare sensibilmente. L’applicazione delle sanzioni è prevista a partire dal 1° gennaio 2030, una scelta che offre alle imprese alcuni anni per completare il percorso di adeguamento.
Un cambiamento che interesserà anche i cittadini
Sebbene le nuove norme siano rivolte principalmente alle imprese e agli operatori economici, anche i consumatori noteranno progressivamente alcuni cambiamenti. Sarà infatti sempre più frequente trovare confezioni compostabili nei supermercati, negli hotel, nei ristoranti e nei servizi di catering. Questa evoluzione potrà facilitare la raccolta della frazione organica e contribuire a una gestione dei rifiuti più efficiente, con benefici concreti per il territorio e per l’ambiente.





