20/08/2026

Nuove regole per gli imballaggi compostabili

Il 7 agosto 2026 è entrato in vigore il Decreto-legge n. 143, un provvedimento che introduce nuove regole per alcuni tipi di imballaggi monouso. L’obiettivo è favorire l’utilizzo di materiali compostabili e biodegradabili, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e a una gestione più sostenibile delle risorse. La misura si inserisce nel percorso già avviato dall’Unione Europea per promuovere un’economia sempre più circolare e attenta all’ambiente.

Quali imballaggi saranno interessati
Le nuove disposizioni riguardano specifiche categorie di imballaggi in plastica monouso che, per poter essere commercializzati in Italia, dovranno essere certificati come biodegradabili e compostabili secondo gli standard europei riconosciuti. Tra questi rientrano gli imballaggi utilizzati per confezionare piccole quantità di frutta e verdura fresca, alcuni contenitori destinati ad alimenti e bevande consumati nel settore della ristorazione, dell’ospitalità e del catering, le confezioni monodose di salse, zucchero e altri condimenti, oltre ai piccoli flaconi e alle confezioni per prodotti cosmetici e per l’igiene personale messi a disposizione nelle strutture ricettive, come hotel e pensioni.

Attenzione alle eccezioni previste
Il decreto tiene conto delle particolari esigenze di alcuni settori. Restano infatti escluse dall’obbligo alcune tipologie di imballaggi indispensabili per garantire specifici requisiti di sicurezza e igiene, soprattutto nelle strutture sanitarie come ospedali, cliniche e residenze assistenziali. Sono inoltre confermate le deroghe già previste dalla normativa europea, che consentono una maggiore flessibilità nei casi in cui particolari esigenze operative o di sicurezza lo richiedano.

Cosa significa per imprese e operatori
Per le aziende coinvolte sarà necessario verificare che gli imballaggi utilizzati rispettino i requisiti di compostabilità previsti dalla nuova normativa. Questo potrà comportare una revisione dei materiali impiegati e dei processi di approvvigionamento, ma rappresenta anche un’opportunità per investire in soluzioni più innovative e sostenibili. Il legislatore ha comunque previsto un periodo di adattamento sufficientemente ampio, in modo da consentire agli operatori economici di organizzarsi e programmare per tempo gli adeguamenti necessari.

Sanzioni dal 2030 per chi non si adegua
Le violazioni delle nuove disposizioni saranno punite con sanzioni amministrative che vanno da 2.500 a 25.000 euro. Nei casi più significativi, in particolare quando il valore degli imballaggi non conformi supera determinate soglie rispetto al fatturato dell’impresa, gli importi potranno aumentare sensibilmente. L’applicazione delle sanzioni è prevista a partire dal 1° gennaio 2030, una scelta che offre alle imprese alcuni anni per completare il percorso di adeguamento.

Un cambiamento che interesserà anche i cittadini
Sebbene le nuove norme siano rivolte principalmente alle imprese e agli operatori economici, anche i consumatori noteranno progressivamente alcuni cambiamenti. Sarà infatti sempre più frequente trovare confezioni compostabili nei supermercati, negli hotel, nei ristoranti e nei servizi di catering. Questa evoluzione potrà facilitare la raccolta della frazione organica e contribuire a una gestione dei rifiuti più efficiente, con benefici concreti per il territorio e per l’ambiente.
 
 
 
 
 
 
 
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