22/12/2025

Federmoda nell’Unione: I test condotti da Greenpeace sui prodotti Shein sono sconvolgenti

La politica deve tutelare i consumatori e assicurare l’equa concorrenza

Il presidente della categoria Federmoda nell’Unione Markus Rabanser.
All’interno della categoria Federmoda nell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige, i recenti risultati delle analisi condotte sui prodotti della piattaforma online cinese Shein hanno suscitato grande sgomento. Secondo un’indagine di follow-up condotta da Greenpeace nel 2025, numerosi capi di abbigliamento e scarpe testati contengono ancora sostanze chimiche pericolose che superano i limiti UE stabiliti dal regolamento REACH sulle sostanze chimiche.

“Siamo assolutamente senza parole. Quando vengono rilevate sostanze negli indumenti, compresi quelli per bambini, che a volte superano in modo estremo i limiti UE, non si tratta solo di uno scandalo, ma di un chiaro mandato per politici e autorità: controlli, conseguenze e regole chiare”, afferma il presidente di Federmoda nell’Unione Markus Rabanser.

Anche il presidente dell’Unione Philipp Moser si dice oltremodo allarmato: “Questi risultati sono preoccupanti e sconvolgenti. Chiunque voglia vendere in Europa deve rispettare gli standard europei – senza se e senza ma. Non è possibile che le piattaforme ottengano un vantaggio attraverso scappatoie e mancanza di controllo, mentre le aziende locali si assumono la responsabilità, rispettano le regole e garantiscono la qualità”.

L’analisi di Greenpeace 2025: i dati principali (estratto)
Greenpeace ha acquistato 56 articoli di abbigliamento e scarpe in otto Paesi e li ha fatti testare in un laboratorio indipendente e accreditato in Germania. Secondo Greenpeace, i risultati sono “allarmanti”:
- 18 prodotti su 56 (32 percento): sostanze chimiche pericolose che superano i limiti REACH, compresi gli indumenti per bambini
- PFAS (cosiddetti “prodotti chimici perpetui”): 7 prodotti (giacche) superano i limiti fino a 3.300 volte
- Ftalati (sostanze chimiche utilizzate come plastificanti): 14 prodotti superano i limiti, 6 dei quali di ≥100 volte
Già nel 2022, Greenpeace aveva riscontrato violazioni dei limiti in 7 dei 47 prodotti Shein testati; l’attuale analisi di follow-up mostra, secondo Greenpeace, che il problema persiste.

I gruppi di sostanze rilevati, tra cui PFAS e ftalati, sono associati a rischi significativi per l’uomo e l’ambiente e possono penetrare nell’acqua, nel suolo e, in ultima analisi, nella catena alimentare lungo la catena di produzione e smaltimento.

Gli auspici di Unione e Federmoda
Unione e Federmoda auspicano un’azione rapida e decisa e, soprattutto, le seguenti misure:
- efficace sorveglianza del mercato e controlli doganali per le piattaforme online e i beni importati, basati sul rischio, sistematici e con sanzioni concrete in caso di violazioni.
- Le stesse regole per tutti: chiunque operi sul mercato dell’UE deve dimostrare di rispettare le leggi REACH, sulla sicurezza dei prodotti e sulla tutela dei consumatori, anche per i modelli di vendita diretta al consumatore.
- Maggiori requisiti di trasparenza (catena di approvvigionamento, gestione dei materiali e delle sostanze chimiche, rapporti di analisi) e una chiara assunzione di responsabilità per le piattaforme.

“Le nostre aziende locali sono sinonimo di consulenza, qualità e responsabilità. Questo deve riflettersi anche nella concorrenza. Tutela dei consumatori ed equità non sono assolutamente valori trattabili”, concludono Rabanser e Moser.
 
 
 
 
 
 
 
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Dott.ssa Lorena Sala

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