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Cambio radicale nella cultura del cibo

Pubblicato il 08.06.2017

Il mondo sta diventando sempre più un grande villaggio globale dominato da internet, ormai sempre a nostra disposizione grazie a smartphone e tablet. Il commercio globalizzato e internazionale è arrivato a controllare il 70% del commercio mondiale. Una tendenza che si riflette naturalmente anche sulle abitudini alimentari dei clienti, che decidono oggi in maniera più consapevole e individuale.

Parallelamente è svanita la tendenza del massimo risparmio. Un prezzo troppo basso viene infatti percepito come segno di bassa qualità e non in grado di apportare benefici alimentari. Secondo diversi studi di mercato, anche in Alto Adige i valori più importati nel processo di acquisto sono qualità, gusto, ingredienti e regionalità. Trend quali “mangiare meno carne, ma migliore”, “basso contenuto di zucchero” e “senza grassi” sono esempi classici di questa moda. Si persegue un’alimentazione consapevole, si raccolgono informazioni sui contenuti e si prediligono alimenti “funzionali” in grado di dare un valore aggiunto in termini di salute e benessere.

Per questi motivi l’etichettatura degli alimenti è sempre più importante per una decisione d’acquisto consapevole. La regola d’oro è: più è breve la lista degli ingredienti, più è sano il prodotto. I clienti sono ormai prevenuti verso tutti gli aromi chimici, i coloranti, i conservanti, gli emulsionanti e gli esaltatori del gusto. I prodotti la cui etichetta contiene numeri E vengono sempre più trascurati. E una riduzione dell’imballaggio viene percepita come un contributo personale alla tutela dell’ambiente.

I produttori e i commercianti di alimentari dovrebbero tenere ben conto di queste tendenze. Soprattutto le piccole aziende, che possono reagire alle nuove aspettative dei clienti in maniera flessibile, per mantenere la concorrenzialità sul mercato dovrebbero offrire prodotti più consoni a questi nuovi trend.

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Stefan Kuhn

Segretario di categoria settore alimentare
Sede: Bolzano
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